2 mesi di contributi figurativi ogni anno, spettano anche al caregiver?

La maggiorazione contributiva per gli invalidi di 2 mesi di contributi l’anno è riconosciuta anche al caregiver che presta assistenza?

Esiste un’agevolazione per i lavoratori invalidi che consente di raggiungere prima i requisiti di pensionamento. Viene riconosciuta solo in presenza di determinati requisiti sanitari. Vediamo cos’è. a chi spetta, che beneficio può dare e dove, invece non può essere utilizzata. 

2 mesi di contributi figurativi

Una lettrice ha scritto per chiedere:

I due mesi di contribuzione per ogni anno per un massimo di 5 anni spettano oltre alla persona invalida anche a chi ha prestato assistenza…? Grazie

Quello di cui lei parla è la maggiorazione contributiva per i lavoratori invalidi con percentuale superiore al 74%. Il beneficio riconosce 2 mesi di contribuzione figurativa ai lavoratori invalidi che lavorano per ogni anno di effettivo lavoro prestato fino ad un massimo di 5 anni di contributi figurativi (per chi lavora 30 anni con invalidità superiore al 74%).

La contribuzione figurativa in oggetto è valida soltanto per il diritto alla pensione ma non per la misura della stessa: questo significa che i contributi figurativi della maggiorazione sono validi per raggiungere prima il requisito contributivo richiesto per accedere alla pensione ma non sono valutati nel calcolo dell’assegno pensionistico spettante.

In ogni caso la maggiorazione contributiva spetta soltanto al lavoratore invalido con percentuale superiore al 74% e non anche al caregiver che gli presta assistenza.

Ad oggi, nonostante le numerose promesse fatta al riguardo, non ci sono benefici normativi previdenziali per chi si prende cura di un familiare con invalidità o handicap se si escludono le due misure pensionistiche rappresentate dalla quota 41 (che però è destinata solo ai lavoratori precoci che hanno versato almeno 12 mesi di contributi prima di compiere i 19 anni di età) e dalla pensione con ape sociale (che a meno che non venga prorogata, come promesso, nel 2021, è in scadenza il prossimo 31 dicembre).

Il lavoratore caregiver, nonostante l’impegno che offre sia per il familiare che per la collettività (ricordiamo, infatti, che il fatto che ci si prenda cura di un familiare invalido in modo del tutto gratuito è un risparmio anche per le casse dello stato che non deve intervenire in assistenza), nonostante debba continuare a lavorare sia per il reddito che per raggiungere una pensione, non si vede riconoscere assolutamente nulla dallo Stato italiano.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.