2 novembre – Giorno dei morti, o Commemorazione dei defunti: curiosità e tradizioni

Oggi si festeggia il Giorno dei morti o Commemorazione dei defunti: un modo per ricordare i nostri cari tra curiosità e tradizioni

Il Giorno dei morti è la festività cattolica dedicata alla commemorazione dei defunti. Un modo per ricordare parenti e amici che non sono più con noi. Ma perché si festeggia il 2 novembre? Scopriamolo continuando a leggere.

Giorno dei morti: curiosità storiche

Il Giorno dei morti è una festa che ha origini molto antiche. Si pensa che risalga al mondo celtico, romano e bizantino.  Di sicuro questa ricorrenza, è arrivata a noi nel 988 quando il monaco benedettino Odilo, abate del monastero di Cluny, aggiunse al calendario cristiano la data 2 novembre per ricordare i defunti. Questa data però non è casuale. Infatti, nel libro “Il culto dei morti di John Garnier (1904) si legge che “il Diluvio universale è avvenuto il diciassettesimo giorno del secondo mese che corrisponde al nostro novembre”. 

Di conseguenza, la Festa dei morti è nata per ricordare e onorare le persone che erano morte in quell’occasione e pregare affinché non accadesse di nuovo. 

Il giorno dei morti in Italia. Tradizioni popolari

In Italia, questa festività è molto sentita e le regioni che hanno le tradizioni più originali sono:

 

  • la Lombardia, dove è usanza lasciare per i defunti che verranno a dissetarsi un vaso di acqua fresca;
  • il Friuli, invece, viene lasciato un pezzo di pane, acqua e un lume acceso;
  • il Piemonte e la Valle d’Aosta, le famiglie si recano al cimitero lasciando la tavola imbandita affinché i defunti posso mangiare prima del viaggio eterno;
  • l’Umbria, si preparano dei dolcetti i cosiddetti Stinchetti dei morti;
  • l’Abruzzo, non solo si lascia il tavolo apparecchiato, ma anche dei lumini accesi alla finestra. Inoltre, era tradizione, soprattutto nelle campagne, intagliare una zucca e inserirvi una candela all’interno;
  • in Toscana, soprattutto nel senese, vengono preparati dei dolci con le mandorle, chiamati “Ossa di morto”.

 

Anche in Campania, il Giorno dei morti è molto sentito. Due sono i simboli che “legano” i vivi e i morti: il Cimitero delle Fontanelle, nel Rione Sanità e la Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, in via Tribunali. Inoltre, è usanza, recitare la bellissima poesia “’A livella” di Totò che racconta come i defunti continuano a “vivere” grazie alle attenzioni e ai ricordi che i vivi praticano in loro onore.

Video YouTube Poesia ‘A livella di Totò

La festività è molto sentita anche in Messico. Infatti, nel 2003 El dia de muertos (Il giorno dei morti) è diventato patrimonio dell’umanità.

 


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