Alice in Chains – Dirt, quell’urlo rimasto inascoltato

Alice in Chains – Dirt , uno dei dischi fondamentali dell’epoca grunge.

Dirt degli Alice in Chains rappresenta uno dei punti più alti della musica rock, non solo degli anni90 e del periodo grunge ma anche al periodo contemporaneo grazie al loro stile e alla loro influenza musicale.

Nati sotto l’onda del metal alternative, gli Alice in Chains debuttarono nella scena musicale nel 1987 e dopo un primo album passato del tutto inosservato pubblicarono Dirt, un vero e proprio capolavoro sotto tutti i punti di vista.La solitudine e la dipendenza dele droghe di Layne mettono in evidenza dei testi alienanti ma con risposte interiori ben precise da dare.

L’urlo iniziale in  Them Bones ci proietta subito in quel che sarà in mondo oscuro di Layne, un pezzo dalle sonorità quasi heavy metal. Dam that river  segue le orme del oezzo di apertura anche se rimane meno incisivo rispetto all’ opener. Una delle prime perle la incontriamo con Rain When i Die dove un inizio psichedelico mette in risalto uno dei sodalizi più riusciti nella scena rock ovvero la sintonia tra la voce di Layne e la chirarra di Cantrell. La storia si ripete con Sickman , song dalle mille sfaccettature di linee musicali.  Rooster è un vero e proprio capolavoro. Una ballata dove si alternano parti acustiche a dei veri picchi emozionali a livello musicale, uno dei pezzi più belli di tutta la produzione degli Alice in Chains. In Junkhead e Dirt ritroviamo ancora una volta la dipendenza di Layne su dei riff tra voce e chitarra diretti e violenti.God smack e Hate to feel si presentano più leggere fino a quello che abbiamo finora e forse anche le meno riuscite dell’album. Angry Chair si apre con un grande giro di basso e la voce di Layne la fa da padrone in un pezzo in crescendo davvero spettacolare in coralità.Down in A Hole e Would? sono due everi e propri capolavori La prima una ballata lenta perfetta in tutto il suo stile dall’inizio alla fine, la seconda dal riff iniziale ipnotico che sfocia successivamene a quello che sarà il timbro del sound degli Alice in Chains, quel suono grezzo, duro che colpisce direttamene all’anima, così come la voce di Layne che ci porta in  quel mondo, il suo mondo oscuro fatto di demoni e paure che nessuno è riuscito a vedere.

Tracklist

N.B. Gli asterischi rapresentano il mio indice di gradimento.

– Them Bones (*****)

– Dam That River (****)

– Rain When I Die (****)

– Sickman (****)

– Rooster (*****)

– Junkhead (****)

– Dirt (*****)

– God Smack (***)

– Untitled (traccia fantasma)

– Hate to Feel (***)

– Angry Chair (*****)

– Down in A Hole (*****)

– Would? (*****)

 

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Antonio Murante

Sono nato a Salerno nel 1971, romano d'adozione, amo dipingere,suonare il basso,amo la musica in tutte le sue forme ed è l'unica cosa a cui non rinuncerò mai.
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