5 modi per trovare i soldi in attesa del sostegno da Covid-19

Come trovare i soldi in attesa che si sblocchino gli aiuti da Covid-19? Ecco, alcune opzioni attuabili, (laddove è possibile) che potrebbero garantire una certa liquidità.

Trovare i soldi in piena emergenza sanitaria ed economica, non è una cosa semplice. Il Coronavirus ha impattato pesantemente sull’economia nazionale, piegando il bilancio delle famiglie e delle aziende. Con la chiusura forza delle attività produttive ritenute non necessarie e, la scarsa circolazione della liquidità nelle tasche dei cittadini, la situazione sta diventando sempre più pesante. La riapertura è slitta per maggio e, a tremare non è solo l’economia nazionale, ma anche il benessere della comunità. Viviamo in contesto sociale dove le famiglie sono al collasso e, primeggia la mancanza di liquidità necessaria per gli acquisti di prima necessità.

In tanti non hanno accesso agli ammortizzatori sociali, i buoni pasto sono insufficienti a coprire le necessità quotidiane delle famiglie in difficoltà, le indennità non sono ancora pervenute ai lavoratori e, la cassa integrazione resta ancora in fase di stallo. Stesso discorso per gli autonomi, liberi professionisti, esercenti commerciali e artigiani che con la chiusura forzata dovuta all’emergenza sanitaria da Coronavirus, non hanno la possibilità d’incassare, prive di soldi.

Come trovare i soldi in attesa che si sblocchino gli aiuti da Covid-19

È necessario che il Governo intervenga con l’avvio immediato di soldi nelle tasche dei cittadini, prima che questa crisi di liquidità peggiori ulteriormente. Generando un processo che porti a garantire la liquidità, affinché il motore dell’economia nazionale lentamente riparti. È anche vero che l’Esecutivo pressa l’Europa affinché, dia il benestare sui Coronabond. Tuttavia, non si potrà tenere la corda tesa ancora per molto, quindi, bisognerà optare per strategie alternative aspettando che il sostegno pubblico arrivi.

Il primo passo potrebbe essere quello d’incidere il plafond dei risparmi in banca o posta. Una soluzione emergenziale, ma non ottimale. Riscattare prima una polizza o fondi (obbligazionari, azionari ecc.). Comporta l’affrontare un inevitabile peso che graverebbe sui risparmi portandoli in diminuzione.

In extremis è possibile procedere con la vendita della nuda proprietà dell’appartamento, ma con un usufrutto. Questo consentirebbe il godimento della casa fino a vita natural durante, ossia fino alla morte.

Attraverso la nuda proprietà si riesce a ricavare un ottimo prezzo, quindi incassare soldi, specie se la parte venditrice è caratterizzata da un soggetto anziano, quindi, rappresenta una buona prospettiva per chi compra. In sostanza, si gioca a dadi su quanto resti in “vita”, inteso in termini di durata di tempo di vita del venditore prima della morte. Mentre, per quest’ultimo rappresenta un modo per procurarsi liquidità, abbattendo le tasse.

Del resto il mattone, resta ancora uno dei beni rifugio per eccellenza e, una vendita anche di un immobile che non sia la prima casa, potrebbe rappresentare per il momento, la soluzione ideale per recuperare liquidità. Non a caso nelle grandi città, tanti sono gli annunci di vendita d’immobili in nuda proprietà, specie nell’ultimo periodo.

Soldi liquidi con l’accesso al prestito garantito

Altra opzione per recuperare dei soldi potrebbe essere il prestito vitalizio ipotecario, ossia chiedere un prestito alla banca fornendo in garanzia l’appartamento. Gli anziani che non possono accedere al finanziamento “tradizionale”, aventi un’età anagrafica di oltre 60 anni possono optare per un vitalizio ipotecario. La banca rilascia il prestito senza il vincolo di una rata da versare, con la garanzia di poter fruire dell’ipoteca. Ciò significa che gli interessi confluiscono nel canale della capitalizzazione.

Perché il prestito vitalizio ipotecario viene concesso, in particolare oltre i 60 anni di età?

Il valore del prestito varia in virtù dell’età anagrafica. In sostanza, questa formula può garantire anche il 50% del valore della casa. Resta da dire che questo piano di finanziamento si conclude con la morte del mutuatario. In presenza di eredi, quest’ultimi dovranno provvedere alla restituzione all’istituto di credito del capitale con l’aggiunta degli interessi. Nel caso che ciò non avvenga, l’immobile seguirà la procedura di vendita.

Tuttavia, nel caso in cui la vendita produca un ricavo inferiore, la banca dovrà accontentarsi. Ma, se il ricavo è maggiore del valore della casa, la banca dovrà ripartire la differenza tra gli eredi.


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Antonella Tortora

Analista Contabile, collaborato con diversi quotidiani online. Adoro scrivere, ogni notizia è degna di essere vissuta, raccontata, con cuore, emozione, passione. Raccontarle serve a renderle uniche, se non raccontate finirebbero nel labirinto del dimenticatoio. Resta un'unica verità ogni storia incorpora una piccola parte di me, che emerge in un angolino nascosto. Citazione preferita: “Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere.” Albert Einstein