6 politico, storia del voto che fa infuriare la Azzolina

Sappiamo davvero tutto del 6 politico? Si tratta, in realtà, di un mezzo politico, sociale e di aiuto nato nei moti del ’68 con le rivoluzioni studentesche.

Nelle scorse settimane, già prima delle vacanze di Pasqua, la ministra Azzolina era stata molto chiara: nonostante l’emergenza da Coronavirus e la chiusura delle scuole non avrebbe accettato né un 6 politico né un 60 politico come voto della maturità. Sempre a detta dell’Azzolina i ragazzi hanno tutti gli strumenti di cui hanno bisogno per seguire le lezioni e l’applicazione della didattica a distanza non vuol dire in automatico metterci meno impegno del dovuto. Tutti noi pensiamo di conoscere il 6 politico e a quale tipologia di studente viene applicato. Ma ne siamo davvero sicuri?

Cos’è il 6 politico? Quando viene dato?

Tutti noi lo conosciamo come quel voto sufficiente a non farci bocciare a scuola, a quell’ancora di salvezza che abbiamo, a quel minimo di lavoro da fare per assicurarsi la promozione.

Ma in realtà il 6 politico è un atto sociale, culturale e appunto politico nato durante i famosi moti studenteschi del ’68 da parte degli studenti di sinistra contro colleghi e non solo di destra e centro.

Non conosciamo con precisione la situazione in cui nacque, in che contesto e in che luogo, ma sappiamo che durante quel periodo di moti e di rivoluzione tutti gli studenti italiani chiesero di essere valutati con lo stesso voto senza ricevere un vero e proprio giudizio dagli insegnanti.

Per quanto possa essere banalizzato e sminuito, il 6 politico in realtà rivendica la parità dei diritti di tutti gli studenti e l’estensione del diritto allo studio a tutti gli studenti con situazioni economiche disagiate.

Sebbene, poi, oggi venga applicato troppo spesso senza conoscerne il senso, in realtà il 6 politico dovrebbe essere concesso soltanto in casi di estrema emergenza, quando si ha bisogno della promozione intera di massa.

Da una parte è un modo di salvarsi l’anno scolastico, ma dall’altra, invece, non permette ai meritevoli di arrivare a voti più alti.

Sì, perché con il 6 politico si andrebbe a mutare tutto il sistema di valutazione il quale metterebbe tutti sullo stesso piano.

Infine, il 6 politico è stato applicato in Italia per ben due volte: con i terremoti di Amatrice e delle Marche nell’agosto del 2016, e con il sisma di Norcia sempre nel 2016.

In queste occasioni è stato lo stesso governo a volere l’applicazione di tale sistema di valutazione.

Quindi, il 6 politico è molto di più di un semplice aiuto per la promozione, è un mezzo politico e sociale, ma anche di aiuto in caso di necessità.

Chissà se sia giusto non applicarlo nella situazione in cui stiamo vivendo.

 

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Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.