Abolizione regime forfetario per ricavi tra 65.000 a 100.000 euro, le novità

Prevista l’abolizione del regime forfettario per i contribuenti con ricavi e compensi fra 65.000 e 100.000 euro nel disegno di legge di Bilancio 2020.

Prevista l’abolizione del regime forfettario per i contribuenti con ricavi e compensi fra 65.000 e 100.000 euro nel disegno di legge di Bilancio 2020. Nello specifico le nuove modifiche prevedono che i contribuenti con ricavi e compensi realizzati nell’anno 2019, di ammontare non superiore a 65.000 euro, potranno continuare ad applicare il regime forfettario di cui alla legge n. 190/2014.

Regime forfetario: causa di incompatibilità

Bisogna considerare una nuova condizione di accesso e una causa di incompatibilità:

  • il contribuente in regime forfettario nell’anno precedente non deve aver sostenuto spese per un ammontare complessivamente superiore a 20.000 euro lordi per lavoro dipendente anche nell’ambito del lavoro accessorio (compresi collaboratori borsisti, contratti a progetto nonché le somme erogate sotto forma di utili da associazione in partecipazione);
  • saranno esclusi dal regime coloro che nell’anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati come quelli di pensione eccedenti l’importo di 30.000 euro. La verifica di tale soglia non deve essere verificata se il rapporto di lavoro è cessato nel corso dell’anno.

Corrispettivo per avviamento non imputabile 

L’Agenzia delle Entrate in una risposta con interpello numero 478/2019, ha chiarito il regime forfettario e il corrispettivo per avviamento. Nella risposta viene chiarito che, in caso di cessione  l’eventuale corrispettivo imputabile ad avviamento non è da considerarsi un plusvalore relativo al singolo bene aziendale, ma è da ritenersi rappresentativo di un valore della capacità reddituale prospettica dell’impresa e, in quanto tale, riconducibile nell’ambito dei ricavi conseguiti.

Per approfondire quest’argomento consigliamo di leggere: Regime forfetario: il corrispettivo per avviamento non imputabile

Regime forfetario e principio di applicabilità

Sempre in una risposta dell’Agenzia delle Entrate con interpello numero 398/2019, viene chiarito che, non è sufficiente possedere una partecipazione non di controllo per accedere al regime forfetario, poiché essere il principale fornitore della società può integrare il controllo di fatto della società e, quindi, questo impedisce l’adesione al regime agevolato.

Per approfondire quest’argomento, consigliamo di leggere: Regime forfetario e principio di applicabilità, le novità dell’Agenzia


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Angelina Tortora

Giornalista pubblicista, amministratore e autrice presso Notizieora.it. Ragioniera commercialista e revisore legale iscritta all'albo. Ha collaborato per molti anni con il Caf Tutela Fiscale e con la testata Investireoggi.it area Fisco e previdenza. Scrivere è passione, è vita, mi accompagna da quando ero bambina. Attraverso la scrittura posso comunicare notizie, idee e soprattutto aiutare gli altri. In un mondo dove tutto va all’incontrario, e dove tutto è confusione, il mio obiettivo è quello di diffondere notizie che aiutino. NotizieOra rappresenta la realizzazione di un sogno, dove esprimersi è libertà, è passione. “Solo attraverso la scrittura possiamo avere notizia di uomini che ci hanno preceduto e scoprire in cosa si sono distinti. E, come i classici insegnano, se si ha memoria di qualcuno, se ne protrae l’esistenza.”