Acconti d’imposta nel regime forfettario: come calcolarli e quando versarli

Metodo storico e previsionale per il calcolo degli acconti d’imposta sostitutiva nel regime forfettario. Informazioni sui versamenti tramite modello F24

Chi possiede una partita Iva e segue un regime forfettario può essere sollecitato, in determinate circostanze, a pagare un acconto, ovvero un anticipo d’imposta per l’anno successivo. Le modalità di calcolo di questo acconto possono seguire due metodi, quello storico e quello previsionale, e in questa guida andremo a illustrarvele in modo molto semplice, indicandovi anche le scadenze per la presentazione dell’acconto e le modalità di compilazione del modello F24.

Acconti d’imposta nel regime forfettario: chi deve versarli?

Gli acconti di imposta sostitutivi vanno versati da tutti quei contribuenti forfettari che, nell’anno d’imposta precedente, hanno indicato al rigo LM42 del modello Redditi P.F. una differenza non inferiore a 52€.
Sono esclusi invece, i contribuenti al primo anno di applicazione del regime forfettario e quelli che hanno applicato tale regime solo nell’anno d’imposta precedente, per poi abbandonarlo.

Calcolo degli acconti d’imposta: il metodo storico

Esistono due metodi per calcolare gli acconti d’imposta nel regime forfettario. Il primo che vi presentiamo è quello storico, particolarmente vantaggioso per chi prevede di ottenere nell’anno corrente gli stessi redditi dell’anno precedente.

Questo metodo prevede il pagamento dell’acconto in un’unica soluzione ed entro il 30 novembre se la differenza indicata al rigo LM42 nell’anno precedente è tra i 52€ e i 258€. In caso contrario, il 40% dell’acconto va consegnato entro il 30 giugno, mentre il 60% entro il 30 novembre. Inoltre, la scadenza della prima rata può essere spostata al 30 luglio e maggiorata dello 0,4% a titolo di interesse corrispettivo.

Calcolo degli acconti di imposta: il metodo previsionale

Il secondo metodo per calcolare gli acconti di imposta nel regime forfettario è quello previsionale, che considera il reddito che il contribuente prevede di ottenere per l’anno in corso. Fare queste previsioni è particolarmente semplice se si considera che la scadenza della seconda rata è il 30 di novembre, e che quindi ci sarà rimasto solo dicembre da prevedere. Ne consegue che il margine di errore previsto è ridotto significativamente e che potrebbe essere consigliabile versare la prima rata, con scadenza a
giugno, con il metodo storico, e la seconda con quello previsionale.

È importante comunque sia stimare il proprio reddito futuro in maniera corretta, pena una sanzione amministrativa pari al 30% dell’imposta non versata che può essere ridotta con il ravvedimento operoso. 

Versamento dell’acconto di imposta: come compilare il modello F24

Per versare l’acconto di imposta va compilata la sezione Erario del modello F24, indicando il codice tributo 1790 per il pagamento della prima rata e 1791 per pagare in un’unica soluzione o la seconda rata. Inoltre, andrà indicato il codice 0101 nella colonna della rateazione per i pagamenti non rateizzati, mentre 0106 se si paga la prima di 6 rate. 

Vanno poi indicati il periodo d’imposta in cui viene effettuato il versamento e la somma da pagare, rispettivamente nelle colonne “anno di riferimento” e “importi a debito”.


Per essere sempre aggiornato, seguici su: Facebook - Twitter - Gnews - Telegram - Instagram - Pinterest - Youtube

Condividi questo articolo sui Social
TwitterFacebookLinkedInPin ItWhatsApp