Acquisto auto: accertamenti fiscali sospesi dal 2016. Ecco le novità

Acquisto auto: dal 2016 non è più previsto il controllo del fisco in caso di acquisto, ciò grazie alla sospensione del redditometro, che ritornerà a breve

Un elemento essenziale che l’Agenzia delle Entrate utilizza per accertare il reddito dei contribuenti è l’auto. L’auto di proprietà può essere o di lusso o di un’utilitaria per il ficco è sempre considerata  un “bene di lusso”. Per la nostra amministrazione finanziaria è importante per dedurre la capacità contributiva del soggetto. Per alcuni veicoli, la verifica fiscale è “un atto dovuto” come ad esempio le vetture che pagano il super bollo o quelle d’epoca. Particolarmente l’accertamento scatta quasi sempre quando il contribuente non riesce a dimostrare con metodi tracciabili la provenienza del denaro con cui ha acquistato l’auto.

Redditometro: sospeso già da un anno

Attualmente, quando si acquista un’auto non si rischia più un accertamento fiscale, questo perché la sentenza della Cassazione n. 26672/2019 ha legittimato un accertamento mediante redditometro per l’acquisto dell’auto di lusso. Ma l’utilizzo di questo strumento è sospeso in questo momento.

Il redditometro è stato congelato dal 2016 ritenuto poco funzionale e affidabile.  Questo lo ha stabilito il governo M5S-Lega con il Decreto Dignità a fine 2018. Ma ancora oggi si attende un nuovo decreto attuativo che ne stabilisce il funzionamento. Il governo invece sembra impegnato a contrastare l’evasione fiscale su altri fronti.

L’Agenzia dell’Entrate, prima di Ferragosto 2019, aveva tentato, con la circolare n. 19/E del 8 agosto 2019, a riprendere l’utilizzo del redditometro, spiegando ai propri uffici che lo strumento può essere ancora applicato, ma solo per le dichiarazioni dei redditi relative all’anno d’imposta 2015, quindi presentate nell’anno 2016.

Acquisti auto: controlli sospesi dal 2016 in poi

Oggi con la situazione che si è creata, nel caso in cui un nullatenente si intesti un’auto o una casa non scatta nessuna verifica. L’ufficio delle imposte non potrebbe considerare la spesa alla luce dei redditi dichiarati dal contribuente e ritenere che essa sia sproporzionata.

Come ha spiegato la Cassazione nella suddetta sentenza, il redditometro per l’auto di lusso scattava anche nel caso in cui il contribuente poteva dimostrare la provenienza dei soldi con cui ha pagato l’auto, per questo si innescava un meccanismo molto oneroso, in quanto le spese di controllo sono molto elevate.

Questa situazione, sarà presto ripristinata, poiché il redditometro è per ora solo sospeso. Nel momento in cui saranno emessi i nuovi decreti attuativi, esso tornerà ad operare, ma non avrà effetto retroattivo.  Quindi, tutte le operazioni effettuate nel frattempo non saranno oggetti di controllo da parte del Fisco.

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Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.