Abolizione bollo auto storiche: cosa prevede la manovra 2019

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17/11/2018

 La Lega, con la nuova manovra 2019, prevede l’abolizione del bollo auto per le auto storiche. ecco tutte le novità

Abolizione bollo auto storiche: cosa prevede la manovra  2019

Un provvedimento che da tempo aspettano gli appassionati e i collezionisti di auto storiche è l’abolizione del bollo auto per le auto con più di 20 anni di età. Questa è una proposta della Lega per la prossima manovra.

Il pagamento del bollo auto per le auto storiche fu introdotto con la Riforma 2015 con l’allora Governo Renzi. Questo provvedimento ha messo sullo stesso piano le auto di oggi con quelle datate, obbligando i proprietari di auto datate cioè quelle che hanno un’età dai 20 ai 29 anni dalla prima immatricolazione.

La Lega, quindi prevede l’abolizione del bollo auto per le auto storiche ma non la sua revisione che va effettuata sempre ogni 2 anni. Per tale proposta si basano su una copertura finanziaria di 80 milioni.

BOLLO auto storiche

L’introduzione del bollo auto sulle auto storiche ha portato molto malcontento tra i collezionisti, che hanno avuto molte difficoltà a mantenere il proprio garage. Solo grazie ad alcune Regioni che hanno messo in campo alcune sanzioni parziali per le auto iscritte ai registri storici come ASI e FMI, sono riusciti a mantenere il possesso di più auto storiche.

L’obiettivo principale dell’introduzione di questo provvedimento era quello di invogliare gli italiani a cambiare più velocemente il parco macchine senza aspettare il 20° anno di età e di conseguenza non pagare più il bollo.

Ma molto probabilmente, con la manovra 2019 cambierà tutto.

Bollo auto: Auto storiche e Superbollo

Un altro provvedimento che ha messo in difficoltà oltre i collezionisti delle auto storiche sono gli appassionati delle auto sportive che con l’introduzione del Superbollo si sono dovuti adeguare a cilindrate inferiori.


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Il superbollo prevede una supertassa della misura di 20 euro in più per ogni kw che superi i 185 kw. Questo, quindi, ha spinto gli italiani a scegliere auto più modeste, ma molti appassionati sfegatati si sono rivolti all’esterovestizione per non pagare le tasse italiane.

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