Abuso sui social e false identità, ecco cosa si rischia

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19/02/2020

La falsa identità sui social Network è reato, una recente sentenza crea molti dubbi, ecco di cosa si tratta e cosa pensano i social.

Abuso sui social e false identità, ecco cosa si rischia

Sempre più spesso ci si nasconde dietro false identità creando un vero abuso sui social network. Ebbene, i social hanno confermato che è reato la falsa identità adottando il reato di sostituzione di persona. Il reato di sostituzione di persona è normato dall’art. 495 c.p. che in passato è stato utilizzato per punire l’illecito dei matrimoni per procura, quanto uno dei due coniugi mentiva sullo status  sociale o in alcuni casi sulla propria identità.

Abuso sui social e false identità: la sentenza che fa discutere

La corte di Cassazione con la sentenza n, 652 del 10 gennaio 2020, fa molto discutere, in quanto ha considerato reato lieve creare un falso profilo social, attribuendosi l’identità di un’altra persona, se il caso è in sé isolato.

La corte non afferma che il fatto non sussiste ma ha sminuito il reato, che pur costituendo un reato, se pur commesso una volta soltanto, secondo i giudici non è punibile in base all’art. 131-bis c.p.

Un contraddittorio molto forte che lascia tanti dubbi, se un reato esiste e crea danno, perché non punibile?  Analizziamo cosa prevedono gli articoli normativi per reato di sostituzione di persona (art. 495 c.p.) ed esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.)


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Dispositivo dell’art. 495 Codice penale

L’art 495 del codice civile recita che chiunque dichiara o attesta falsamente al pubblico ufficiale l’identità, lo stato o altre qualità della propria o dell’altrui persona è punito con la reclusione da uno a sei anni.

La reclusione non è inferiore a due anni:

1) se si tratta di dichiarazioni in atti dello stato civile [483 2, 567 2; 449];

2) se la falsa dichiarazione sulla propria identità, sul proprio stato o sulle proprie qualità personali è resa all’autorità giudiziaria da un imputato o da una persona sottoposta ad indagini, ovvero se, per effetto della falsa dichiarazione, nel casellario giudiziale [c.p.p. 603] una decisione penale viene iscritta sotto falso nome.

Dispositivo dell’art. 131 bis Codice penale

Nei reati per i quali è prevista la pena detentiva non superiore nel massimo a cinque anni, ovvero la pena pecuniaria, sola o congiunta alla predetta pena, la punibilità è esclusa quando, per le modalità della condotta e per l’esiguità del danno o del pericolo, valutate ai sensi dell’articolo 133, primo comma, l’offesa è di particolare tenuità e il comportamento risulta non abituale.

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