Accertamenti fiscali: quali sono le spese più controllate?

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25/02/2020

Per quali spese potrebbe scattare un accertamento fiscale? Vediamo le cose sotto la lente di ingrandimento del Fisco.

Accertamenti fiscali: quali sono le spese più controllate?

L’esecutivo e il Fisco hanno ingaggiato, con la legge di Bilancio 2020, una vera e propria lotta all’evasione fiscale per porre fine le abitudini errate di molti professionisti. Nelle azioni che portano allo scoperto l’evasione fiscale potrebbe passare in secondo piano anche la tutela della privacy dei contribuenti poichè a breve partiranno controlli a raffica non solo sui professionisti, categoria sicuramente più bersagliata, ma anche su altre tipologie di lavoratori.

Chi sarà più controllato dal Fisco?

Alla luce di quanto detto in apertura appare lecito chiedersi quali saranno le spese che il Fisco controllerà maggiormente: saperlo ci potrebbe evitare di incappare nell’atroce macchina degli accertamenti fiscali.

Potenzialmente ogni cittadino italiano è soggetto ai controlli da parte del Fisco anche se quelli più a rischio sono, senza alcuna ombra di dubbio i liberi professionisti (i lavoratori dipendenti, infatti, hanno i redditi da lavoro tassati già in busta paga mentre i professionisti potrebbero anche non dichiarare i propri reali redditi).

Per i professionisti ci sono diversi strumenti di controllo, come ad esempio il Redditometro e il Risparmiometro che permettono controlli incrociati tra diverse banche dati. Del professionista vengono controllate le fatture emesse e poi confrontate con i dati derivanti dagli strumenti di controllo; se ci sono discrepanze tra le entrate e le operazioni sul conto corrente del contribuente scattano i controlli che possono essere anche retrodatati.


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Le spese che il Fisco controlla maggiormente ci sono quelle che appaiono eccessive per la ristrutturazione di un appartamento, spesa troppo alta per la locazione di un immobile, bollette elevate delle utenze ma anche assicurazioni auto, visite specialistiche, smartphone, viaggi ricorrenti e costosi, centri benessere, spese per i ristoranti, costo dei collaboratori domestici e auto di lusso.

A far scattare il campanello di allarme del Fisco potrebbe essere anche l’accensione del mutuo per l’acquisto di un immobile se la rata del mutuo risulta essere troppo elevata confrontata con le entrate del contribuente.

Le spese, quindi, devono essere conformi alle entrate altrimenti i controlli del fisco potrebbero scattare anche per chi libero professionista non lo è.