Affitti: quando è necessario avere una partita IVA?

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17/02/2020

Sarà necessaria la partita IVA per le locazioni multiple. Affittando un numero superiore di tre appartamenti si finisce per essere classificati come imprenditore, e dopo scattano tutti gli adempimenti fiscali inerenti la categoria. La nuova proposta di legge.

Affitti: quando è necessario avere una partita IVA?

Affitti locazione multipla, attenti, se si supera la soglia dei 3 alloggi, scatta la categoria d’imprenditore. E, così affittare casa che già di per sé non è una cosa semplice, adesso oltre a mettere in conto le spese di manutenzione, una possibile morosità dell’affittuario, c’è anche la nuova proposta indetta dal Ministro dei Beni culturali e del Turismo. Conseguenza? Affitti più di 3 case, diventi imprenditore senza volerlo.

Affitti: scatta la categoria d’imprenditore

Affittare più di tre case porta il proprietario dell’immobile a essere qualificato come imprenditore. Cosa significa esattamente? Il locatore viene considerato alla stregua di un imprenditore, poiché esercita un’attività economica professionale. Di conseguenza, il proprietario dovrà adempiere a tutti gli adempimenti fiscali, tra cui:

  • regolarizzare l’attività organizzativa di affitto attraverso l’apertura di una partita Iva;
  • iscriversi regolarmente al Registro delle imprese;
  • versare le tasse in qualità d’imprenditore, in quanto non viene più classificato come privato;
  • non potrà più emettere una cedolare secca, e così via.

Affitti: perché la modifica da privato a imprenditore?

Tutto è nato da Airbnb il sito conosciuto per gli affitti brevi, ossia quelli che rientrano nei 30 giorni. Centinaia di persone attingono a questo portale, parliamo di circa 9 mila soggetti su circa 300mila inserzionisti attivi (locatori) che affittano più di tre appartamenti specie nelle grandi città turistiche. Un’analisi che ha spinto il ministro Franceschini ha istituire un nuovo disegno di legge da mostrare al Consiglio dei ministri, per poi completare il suo iter in Parlamento.


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La legge così come organizzata dal ministro Franceschini punta non solo a regolarizzare gli affitti proposti su Airbnb, ma anche degli altri siti come, appunto Booking, e così via. Insomma, la nuova normativa sarà valida per tutti i portali, nessuno escluso.

Affitti: critiche le reazioni delle associazioni di categoria

Confedilizia esprime dubbi sull’intera costituzionalità del provvedimento. Mentre, Prolocatur reclama con un messaggio in cui chiarisce, che gli affitti brevi sono destinati a coprire l’esigenza turistica in continua crescita, e non sono paragonabili a una struttura ricettiva. Nel complesso, si tratta, della gestione di proprietà privata che non può essere equiparata a un’attività imprenditoriale

Manca la specifica dei dettagli del disegno di legge, nel quale viene indicato in modo chiaro la distinzione tra: proprietari, professionisti, e strutture ricettive.