Aiuti per chi lavora in nero: il sommerso esiste e va tutelato

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24/03/2020

Tutelare il lavoro nero non è una cattiva idea: aiuterebbe chi oggi sta affondando a causa della crisi e lo Stato stesso. Vediamo perchè.

Aiuti per chi lavora in nero: il sommerso esiste e va tutelato

Ne avevamo già parlato in un precedente articolo sottolineando che molti lavoratori non erano stati tutelati. I vari decreti del governo stanno tutelando i lavoratori dipendenti, gli autonomi e i collaboratori, lasciando senza sostegno una larga  fetta di italiani che si stanno ritrovando, causa coronavirus, senza possibilità di poter lavorare e senza soldi per poter vivere.

Peppe Provenzano, ministro per il Sud e la coesione territoriale, in una recentissima intervista a RaiNews24 ha fatto presente il problema del lavoro sommerso “Al Sud dopo questa crisi, se sarà prolungata, rischiamo il collasso sociale. La quota di sommerso che esiste ha riflessi nell’economia reale, per questo abbiamo la necessità di avere misure più universalistiche. Nel Dl abbiamo sostenuto i lavoratori, ma tutto questo non copre quella quota che esiste, non possiamo mettere la testa sotto la sabbia“.

Lavoro sommerso

Coloro che lavorano in nero esistono ed è inutile negarlo e con il coronavirus oltre a trovarsi nell’impossibilità di lavorare (anche se ve ne fosse la possibilità cosa dovrebbero scrivere nell’autocertificazione?) si ritrovano anche senza nessuna tutela.

Il Ministro sottolinea che “Abbiamo il dovere di offrire alternative, con investimenti, creando lavoro buono e con sostegni. Se non lo facciamo noi l’alternativa la offrono altri, la criminalità organizzata, a chi lavora in nero. Anche il sommerso sarà colpito dalla crisi, per evitare che ce lo troviamo dopo dobbiamo offrire una alternativa”.

La lotta al lavoro nero, quindi, deve partire dall’alto e non con multe e sanzioni ma con alternative adeguate che permettano a tutti di lavorare, pagare le tasse dovute e versare i contributi anche perchè chi oggi lavora in nero e non accumula contributi per accedere alla pensione, un domani sarà sulle spalle dello Stato accedendo all’assegno sociale. Un investimento in tal senso oggi, quindi, tutelerebbe le casse dello Stato dal dover sostenere, domani, un numero indefinito di pensioni sociali.


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