Al via i controlli sui risparmi, ecco la nuova arma del Fisco italiano

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07/08/2019

Il Fisco italiano si agguerrisce contro l’evasione fiscale: la nuova arma sono i controlli sui risparmi dei consumatori italiani.

Al via i controlli sui risparmi, ecco la nuova arma del Fisco italiano

Nel corso dell’anno l’Agenzia delle Entrate utilizzerà la sua nuova arma. Il Fisco italiano è preparato a combattere in ogni modo l’evasione fiscale. Dopo aver deciso di procedere ai controlli sulle vendite online, stavolta ha nel mirino anche i risparmi degli italiani. Si procederà confrontando le dichiarazioni dei redditi con i dati riguardanti i risparmi. In tal modo, sarà possibile rilevare eventuali contrasti.

Controlli e conseguenze

Le famiglie con il volume maggiore di risparmi vivono perlopiù al Nord. Trentino Alto Adige, Liguria e Valle d’Aosta sono le regioni con il volume più alto di risparmi con un reddito pro capite di  235mila euro. Le regioni con il volume più basso di risparmi, invece, sono perlopiù al Sud: si parla, in particolare, di Basilicata, Sicilia, Puglia e Calabria. Qui i risparmi non arrivano ai 100mila euro.

D’ora in poi il Fisco avrà un quadro della situazione più chiaro e completo. Ciò sarà possibile soprattutto grazie all’accesso alle banche dati. Sarà così possibile incrociare tali cifre con quelle risultanti dalle dichiarazioni dei redditi. Questa situazione non è da prendere sottogamba. L’anno scorso di questo periodo, infatti, tramite controlli del genere fu stilata una blacklist di ben 136 nomi di imprenditori italiani indagati per evasione fiscale. Adesso, la stessa cosa accadrà anche per il resto dei contribuenti italiani.


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Quali rischi potrebbero sorgere? Se verranno riscontrate delle incongruità, tutta questa serie di verifiche porterà inevitabilmente a:

  • eventuali contestazioni;
  • multe, sanzioni e cartelle.

La strategia

Nello specifico la nuova strategia prevede una serie di passi messi in atto dall’Agenzia delle Entrate, che effettuerà i controlli su ogni contribuente. Il primo passo sarà valutare il saldo di inizio anno, quello di fine anno e i relativi movimenti effettuati. Dopodiché, gli uffici centrali andranno ad evidenziare le incongruenze tra i risparmi, le dichiarazione dei redditi e i vari movimenti (sia entrata che in uscita) sui conti. Le direzioni provinciali, infine, si occuperanno degli accertamenti finali.

Inoltre, va ricordato che tutte queste informazioni saranno messe a disposizione anche della Guardia di Finanza. Dalle prime analisi è già emerso che circa 40,5 milioni di cittadini italiani hanno dichiarato un reddito che ammonta complessivamente a 838,2 miliardi di euro. I numeri emersi dall’analisi della ricchezza complessiva nazionale sono nettamente superiori: si parla di 9.742,6 miliardi complessivi, ben 11,6 volte la cifra emersa dalle dichiarazioni. Questo confronto fa emergere chiaramente che gli italiani non dichiarano ciò che possiedono realmente.

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