Aliquote Irpef: come potrebbero cambiare a breve

-
18/01/2020

Come cambierò l’Irpef nel 2020 e quali progetti di riforma ci sono in cantiere.

Aliquote Irpef: come potrebbero cambiare a breve

Anche se la riforma dell’Irpef non è stata attuata con la recentissima legge di Bilancio, il governo Conte ha in cantiere importanti novità sulla tassazione ed in particolare le aliquote Irpef. Oltre a questo, ovviamente, nei progetti del governo vi è anche una riforma delle pensioni che renda più flessibile l’uscita dal mondo del lavoro in vista della scadenza della quota 100.In un’intervista rilasciata da Giuseppe Conte, il premier ha accennato proprio alle novità cui il governo sta lavorando.

Interventi sull’Irpef

Il premier ha annunciato che nella intenzioni del governo c’è anche l’alleggerimento della pressione fiscale che grava sui contribuenti in generale e sui lavoratori dipendenti nel particolare. La promessa è quella di intervenire sugli scaglioni di tassazioni previsti dalle aliquote Irpef la cui proposta di riforma dovrebbe prendere forma già da questo mese di gennaio.

Già con il taglio del cuneo fiscale, in vigore dal 1 luglio di quest’anno, si intende aumentare il reddito dei lavoratori dipendenti facendo pesare sulle buste paga circa 500 euro di tassazione in meno per lavoratori dipendenti con reddito fino a 35mila euro. La misura che scatterà dal 1 luglio 2020, per quest’anno non è a regime, riguardando solo la metà dell’anno. Ma dal 2021 le minori tasse pagate dai lavoratori dovrebbero incidere con un guadagno di circa 1000 euro.


Leggi anche: Pensioni, con i fondi integrativi fino a 10 anni di anticipo: ma il sistema fatica a decollare

La misura che inciderà maggiormente sulla riforma fiscale, però, è la riforma della aliquote Irpef, già proposta da moltissimi ministri ma mai attuata. Fino ad ora l’unico intervento concreto effettuato sull’Irpef è stato rappresentato dal bonus Renzi che ha ridotto l’Irpef mensile pagato dai lavoratori con redditi fino a 26 mila euro, di circa 80 euro al mese.

Il governo Conte vuole coinvolgere in questo beneficio anche i reddti di importo superiore.

Si pensi che in Italia per una retribuzione mensile di 1000 euro, il costo è di 2070 euro con 320 euro di imposta sul reddito personale, 140 euro di contributi a carico del lavoratore e 610 euro di contributi a carico del datore di lavoro.

Garantito, quindi, i taglio del cuneo fiscale secondo Conte va alleggerito ulteriormente il ceto medio dal carico fiscale.

Riforma aliquote Irpef

L’Idea del premier è quella non solo di ridurre il numero delle aliquote Irpef, ma anche il loro livello. L’ipotesi avanzata da Conte diversi mesi fa prevedeva di accorpare i primi due scaglioni Irpef quelli che prevedono un’aliquota del 23% per redditi fino a 15mila euro e del 27% i redditi compresi tra 15mila e 28mila euro.

Per questa fascia di redditi Conte ipotizza un solo scaglione con aliquota al 20% che coinvolgerebbe tutti i redditi fino a 28mila euro.

La misura costerebbe molto cara alle casse dello Stato poichè accorpare i primi due scaglioni e destinargli un’aliquota del 20% costerebbe non solo 20 miliardi di euro ma anche un punto di Pil.

Il problema principale di questa riforma, però, è che i contribuenti con redditi fino a 20mila euro in Italia sono oltre 24milioni, più della metà di coloro che pagano le tasse. Pur essendo un numero altissimo questi contribuenti hanno versato poco più di 21 miliardi di tasse, il 12,5% del totale versato.


Potrebbe interessarti: Il superbonus casa al 110% potrebbe scendere al 75%: le ipotesi allo studio