Andare in pensione con 58 anni e 38 anni di contributi, quali possibilità ci sono?

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25/10/2018

Andare in pensione con 58 anni di età e 38 anni di contributi, è possibile? Quali alternative?

Andare in pensione con 58 anni e 38 anni di contributi, quali possibilità ci sono?

Pensione anticipata a 58 anni con 38 anni di contributi, il quesito di un nostro lettore:

Buonasera, chiedo informazioni rispetto alla pensione, sono nata il 1960, assunta in sanità nel 1980 in modo continuativo .
Quando potrò andare in pensione?  Grazie anticipatamente

 

Al momento l’unica alternativa che da la possibilità di anticipare di 5/10 anni l’età pensionabile è la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata (RITA).

La RITA, permette un pensionamento anticpato con l’erogazione di un reddito che permette di attendere l’età pensionabile che permette l’accesso alla quiescienza per vecchiaia.

Si tratta di attingere a fondi di previdenza complementare che il lavoratore ha accumulato nel corso della sua vita lavorativa per finanziare la rendita temporanea che permetterà, quindi, di giungere alla pensione di vecchiaia percependo una rendita mensile. La RITA, quindi, fa ricorso al capitale che il lavoratore ha accumulato sotto forma di TFR in fondi complementari.

RITA: a quale età l’accesso?

La RITA, in base alla condizione lavorativa del richiedente, permette di anticipare la pensione di vecchiaia o di 5 o di 10 anni. Vediamo nel dettaglio.

Per i lavoratori occupati i requisiti richiesto nono:

  • cessazione dell’attività lavorativa; 
  • entro cinque anni dal momento in cui si smette di lavorare si deve raggiungere l’età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza (attualmente 66 anni e 7 mesi, ma dal prossimo anno 67 anni tondi);
  • al momento della domanda si devono avere almeno 20 anni di contributi nei regimi obbligatori di appartenenza;
  • e sempre al momento della domanda si devono avere 5 anni di iscrizione e contribuzione al fondo pensionistico cui si chiede la Rita

E’ possibile anticipare di 10 anni per i lavoratori in possesso dei seguenti requisiti:

  •  cessazione dell’attività lavorativa;
  • essere disoccupato dopo la cessazione dell’attività lavorativa per più di 24 mesi; 
  • avere raggiunto l’età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza entro i 10 anni successivi al compimento del termine di inoccupazione; 
  • avere almeno 5 anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari.

Pensione Opzione donna dal 2019

Nel comunicato del Governo n. 23 del 15 ottobre, viene confermata per le donne la proroga “Opzione Donna”, il comunicato riporta: “Per le donne si proroga “Opzione Donna” che permette alle lavoratrici con 58 anni, se dipendenti, o 59 anni, se autonome, e 35 anni di contributi, di andare in pensione”.

Non si parla di requisiti specifici, quindi la pensione Opzione donna, resta ancora un’incognita. Si spera in un cambiamento dei requisiti, quindi per il momento ci dobbiamo attenere ad ipotesi, l’unica cosa certa, è che entrerà nella legge di bilancio 2019, per sapere  in che modo e quando sarà operativa, bisogna ancora attendere.


Leggi anche: Pensione con 13 anni di contributi: quali possibilità

Conclusione

Se la pensione Opzione donna viene prorogata, lei può aderire alla misura in quanto possiede i requisiti richiesti, bisogna capire solo quali modifiche verranno apportate. Se ha versato un minimo di cinque anni nei fondi pensione, può valutare anche la RITA, che è una misura già attiva.

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