Anticipo cassa integrazione con soldi sul conto corrente, il datore di lavoro si può rifiutare?

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20/04/2020

Per l’anticipo della cassa integrazione di 1.400 euro il datore di lavoro deve firmare il modulo e inviarlo alla banca. Se si rifiuta di inviarlo, cosa si può fare?

Anticipo cassa integrazione con soldi sul conto corrente, il datore di lavoro si può rifiutare?

La cassa integrazione per Covid-19 di nove settimane secondo la convenzione del 30 marzo 2020 con le banche, può essere anticipata dalla propria banca. Quindi, se si possiede un conto corrente, consiglio di chiedere informazioni alla banca per la presentazione della documentazione per ricevere l’accredito di 1.400 euro che corrisponde ad un importo forfettario di nove settimane di cassa integrazione guadagni (CIGO).  L’anticipo non ha interessi è totalmente gratuito, va precisato che l’accredito della cassa integrazione per Covid-19, non è ammesso su carte prepagate dotate di IBAN e depositi a risparmio. Ma se il datore di lavoro non vuole compilare il modulo per l’accredito cosa si può fare? Rispondiamo a nostro lettore.

Cassa integrazione Covid-19: il datore di lavoro non vuole firmare i moduli

Buongiorno, l’ Intesa Sanpaolo ha pubblicato sul proprio sito moduli per l’anticipo della cassa integrazione. Da compilare dal richiedente e anche dall’azienda. Caso mio, ho trasmesso via e-mail all’azienda il modulo che devono compilare e mandare alla banca e mi hanno risposto che loro non compilano quel tipo di modulo.

A chi potrei chiedere chiarimenti? Se la mia azienda non manda ciò che richiede la banca io rischio di non poter accedere a questo anticipo. Grazie.

Allego alla mail il modulo che richiede la banca Intesa Sanpaolo che gli venga trasmesso via PEC da parte dell’ azienda. Sul sito della banca c’è il comunicato in quel che riguarda l’anticipo della CIGO insieme ai moduli da compilare (per i dipendenti e le aziende). Io ho compilato i moduli che devo compilare come dipendente e gli ho mandati all’indirizzo e-mail fornito dalla banca.


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Le banche hanno sottoscritto una convenzione per l’accredito su conto corrente

Le banche, come sopra specificato hanno sottoscritto una convenzione che prevede la possibilità su richiesta del lavoratore di anticipare l’importo della cassa integrazione di nove settimane sul conto corrente. L’importo è calcolato in modo forfettario e corrisponde a euro 1.400.

Questa convenzione si è resa necessaria perché i tempi del pagamento da parte dell’Inps sono lunghi e quindi dura la possibilità ai lavoratori di fronteggiare l’emergenza con maggiore liquidità.

Detto questo, l’azienda è obbligata a firmare il modulo per l’anticipo della cassa integrazione al lavoratore, non può rifiutarsi.

Il modulo riporta i dati della presentazione della domanda e dev’essere timbrato e sottoscritto dal legale rappresentante

Senza la lettera del datore di lavoro la banca non potrà corrispondere l’importo al lavoratore.

Le consiglio di riscrivere al datore di lavoro e insistere, è inammissibile che in una situazione del genere un datore di lavoro si rifiuti di compilare un documento per una prestazione (CIGO di nove settimane) che ha due fini: aiutare il lavoratore e il datore di lavoro.

Queste cose non dovrebbero succedere, andrebbero denunciate.

Se non  ha risposta si rivolga ad un sindacato di categoria e denunci l’accaduto.