Anticipo TFS dipendenti pubblici: scendiamo tutti in piazza con “gilet arancioni”

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06/12/2019

Anticipo TFS dipendenti pubblici: dopo il danno anche la beffa. Trattenere i risparmi dei lavoratori è una violazione del diritto.

Anticipo TFS dipendenti pubblici: scendiamo tutti in piazza con “gilet arancioni”

L’anticipo del Trattamento di fine servizio (TFS) per i dipendenti pubblici è attualmente in fase di stallo. Abbiamo pubblicato molte lettere di protesta e delusione dei tanti lavoratori che avevano confidato in una misura che attualmente non è ancora operativa e non si sa se andrà in vigore. Come promesso pubblichiamo tutte le lettere che ci pervengono attraverso i nostri canali di comunicazione, ecco la proposta del nostro audace lettore.

TFS: riempiamo le piazze italiane con la nostra voce

Il silenzio delle Istituzioni, cui compete l’emanazione dei decreti attuativi del D.L. 4/2019 che permette ai dipendenti pubblici di anticipare (pagando i relativi interessi) parte del TFS accumulato, il totale disinteresse di tutte le organizzazioni sindacali, le contraddizioni e la latitanza delle forze politiche, la mancanza di attenzione dei media, ci costringono a pensare che occorre, ed è urgente, mettere in pratica una qualche forma di protesta per dare a voce a tutti noi.

Chiediamo il rispetto di quanto già emanato e la rivendicazione di un nostro sacrosanto diritto. La rabbia, lo sconcerto e la delusione diventano ancora più cocenti considerando che si tratta dei nostri risparmi, con i quali i diversi governi hanno e continuano a fare cassa. È una palese violazione di un principio costituzionale.


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Considerati i ristretti tempi di azione e le lungaggini dell’iter burocratico, per poter organizzare una classica manifestazione, ho pensato a una modalità di protesta molto più rapida, già più volte sperimentata anche e non solo in Italia, che se ben programmata, propagandata e organizzata può risultare più efficace delle forme tradizionali. 

 Si tratta di organizzare una sorta di flash mob, magari nella Capitale, possibilmente articolato in due momenti simultanei in due posti diversi ma dove hanno sede due ottime casse di risonanza: la sede RAI e la sede nazionale dell’INPS. Per le modalità organizzative necessitano degli strumenti facilmente reperibili, di buona visibilità e che diano nell’immediatezza il senso di quanto oggetto della protesta. Potrebbero tornare utili, per esempio, i gilets arancioni, quelli in dotazione agli autoveicoli, e un pezzo di corda con cui strutturare una specie di cappio a significare il diritto negato.  Uno striscione con una scritta sintetica, ma efficace (del tipo -TFS ai pensionati del pubblico impiego: un diritto negato) andrebbe preparato prima e poi esposto al momento opportuno.

Si tratta naturalmente di un’idea, aperta ai contributi e alle proposte che, mi auguro, giungano in gran numero, con la speranza che tra gli interessati ci sia qualcuno più esperto di me a far veicolare velocemente e gestire meglio quanto, con il contributo di tutti, diventerà una proposta ben articola e condivisa. 

In alternativa potremmo incatenarci davanti alla sede INPS di Roma: sono disposto a farlo se c’è qualcuno che condivide l’idea. 

Mail di contatto: [email protected]