Anticipo TFS e TFR: bisogna ancora attendere, sarà operativo non prima di luglio

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17/06/2020

Anticipo TFS o TFR, tempi ancora lunghi, la misura sarà operativa a fine luglio. Bisogna attendere trenta giorni degli enti erogatori e Inps, ecco perchè.

Anticipo TFS e TFR: bisogna ancora attendere, sarà operativo non prima di luglio

Anticipo TFS e TFR nonostante il decreto sia stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, i tempi sono ancora lunghi per l’erogazione. Per i lavoratori del pubblico impiego il trattamento di fine servizio o fine rapporto viene erogato 24 mesi dopo l’accesso alla pensione, i mesi passano a dodici se la cessazione dal servizio è dovuta al raggiungimento del limite di età o collocamento a riposo d’ufficio o servizio. Per gli importi lordi di una somma pari a cinquanta mila euro, l’erogazione avviene in un’unica soluzione; se la somma è tra cinquantamila a centomila euro, il TFS o TFR viene erogato in due rate; infine, se l’importo supera i centomila euro, viene erogato in tre rate. I tempi lunghi fino a circa sei anni sono riservati a coloro che hanno scelto la pensione anticipata Quota 100, vediamo perchè. 

TFS o TFR con quota 100: calcolo e tempi

Per coloro che sono usciti dal lavoro con la pensione anticipata quota 100, il differimento si calcola comunque a partire dalla data della pensionamento ordinario. Questo implica una scadenza più lunga per ottenere il TFS o TFR, si può arrivare fino a sei anni dopo la cessazione del servizio.

L’anticipo TFS o TFR è entrato in vigore con l’articolo 23 del decreto  legge n. 4/2019, che ha introdotto la possibilità di ricevere l’anticipo all’atto del pensionamento.

L’anticipo consiste in un prestito a tasso agevolato

L’anticipo non è gratuito, si tratta di un prestito di 45mila euro a tasso agevolato. La misura doveva entrare in vigore entro 60 giorni dalla pubblicazione del decreto in G.U., sono passati un anno e mezzo e il Dpcm del 22 marzo 2020 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 giugno, dando il via alla misura. Il decreto riporta dell’entrata in vigore il 30 giugno 2020 e da tale date l’Inps e gli enti erogatori hanno trenta giorni per adeguarsi. Ed ecco perché i tempi sono ancora lunghi, si potrebbe arrivare a fine luglio 2020.


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