Anticipo TFS: i dipendenti pubblici dovranno aspettare 6 anni

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11/07/2019

Anticipo TFS: ecco la denuncia dei sindacati. tempi biblici per la liquidazione ai dipendenti pubblici

Anticipo TFS: i dipendenti pubblici dovranno aspettare 6 anni

Forse tra poco il governo approverà il provvedimento per l’anticipo del TFS, ma i sindacati chiedono una misura più ampia. Il governo con l’introduzione della Quota 100 ha previsto la possibilità per i lavoratori Statali che fanno richiesta di pensione, di poter richiedere, in attesa della liquidazione del TFS/TFR, di una quota dell’indennità di buonuscita per un importo massimo di 45mila euro sotto forma di prestito bancario. Ma a tutt’oggi questa procedura non è ancora applicabile a causa della mancata emanazione del provvedimento previsto dal Dl 4/2019. I dipendenti pubblici che hanno scelto di andare in pensione, sono costretti ad attendere fino a 6 anni prima di ricevere la liquidazione.

Anticipo TFS: la denuncia dei sindacati

I sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno denunciato questa tempistica abnorme a danno di ben 46 mila dipendenti pubblici. Chiedono contemporaneamente un intervento normativo di ampio respiro come ha suggerito la Corte Costituzionale.

L’intralcio è costituito dal fatto che per i dipendenti pubblici che aderiscono alla Quota 100, l’articolo 23 del decreto applicativo della misura prevede uno slittamento nell’erogazione della prima rata del TFS fino al momento in cui sarebbero maturati i requisiti Fornero oppure quando si sarebbero raggiunti quelli per la pensione anticipata in base alle vecchie regole dell’articolo 24 del D.L. n. 201/2011, al di fuori degli adeguamenti alla speranza di vita.

In più, la norma stabilisce che per gli statali che vogliono aderire alla Quota 100 debbano presentare domanda con 6 mesi di preavviso all’amministrazione di appartenenza.


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Sono migliaia i dipendenti pubblici che, ad oggi, hanno presentato domanda e ora sono incastrati in questa brutta situazione. Per attuare la procedura di richiesta del prestito bancario bisogna trovare un accordo tra l’ABI ed il settore assicurativo, trovare istituti di credito che aderiscono e inoltre c’è anche il coinvolgimento dell’Inps. In effetti è una procedura simile a quella che si è resa necessaria con l’Ape, la quale ha richiesto più di un anno di lavoro per essere definita nei dettagli.

Gli esclusi dall’anticipo TFR/TFS

Inoltre i sindacati denunciano anche il fatto che se il prestito sul TFS potrà essere richiesto, ciò non vale per tutti i dipendenti pubblici. Infatti saranno esclusi i lavoratori del comparto difesa e sicurezza, le lavoratrici che accedono alla pensione con l’opzione donna, i lavoratori esodati salvaguardati e chi ha usufruito della totalizzazione.

Provvedimento in arrivo: può bastare?

Per questo, anche se il governo a breve approverà il provvedimento che disciplina l’anticipo del TFS/TFR per gli statali, come da voci governative che hanno dichiarato alla stampa che mancano solo gli ultimi approfondimenti tecnici, i sindacati chiedono un intervento normativo che risolva l’ingiustizia.

Infatti i sindacati con una nota hanno precisato che sicuramente l’anticipo finanziario non risolverà il problema dei tempi di liquidazione del TFS e TFR. Ma per poter risolvere questa ingiustizia bisogna solo provvedere ad un intervento normativo con cui si riducano i tempi di pagamento del TFS che devono essere adeguati a quelli dei lavoratori del settore privato. Inoltre bisogna anche rivedere il principio di invarianza retributiva, in modo da superare ogni forma di ingiusta trattenuta


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