Anticipo TFS: il 2019 è finito e nessuna novità, bisogna recuperare la propria dignità

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31/12/2019

Finisce l’anno 2019 con l’amarezza e la delusione di coloro che avevano creduto nella misura di anticipo TFS con il D.L. 4/2019.

Anticipo TFS: il 2019 è finito e nessuna novità, bisogna recuperare la propria dignità

Anticipo del trattamento fine servizio (TFS) per i dipendenti pubblici, è fine l’anno portandosi via le speranze di tanti lavoratori andati in pensione anticipatamente, di poter ricevere un diritto acquisito negli anni. Sull’anticipo del TFS per una soglia massima di 45.000 euro, adesso si attende il parere del Consiglio di Stato che potrà arrivare a metà gennaio 2020. La delusione e le proteste dei pensionati continuano.

Anticipo TFS: un diritto negato, una dignità da recuperare

La manifesta e disgustosa inerzia del governo, in relazione ai mancati adempimenti da porre in essere, in merito alla tanto decantata anticipazione del TFS, nelle numerosissime ospitate televisive, utilizzate con imbarazzante cinismo, per scopi squisitamente elettorali, stante ai fatti registratosi ad oggi. Dell’assoluto menefreghismo sin qui adottato, non voglio escludere nessuno dell’intera classe politica che impunitamente e mio malgrado mi rappresenta. Non volendomi dilungare oltremodo mi accingo a rappresentare quanto segue:
Sono un ex dipendente pubblico andato in pensione con quota 100 già dal 1° settembre c.a. con 63 anni e 42 anni e 3 mesi di contributi. 

La scelta fatta dal sottoscritto è avvenuta nella più totale convinzione che non appena collocato in pensione avrei potuto accedere al tanto decantato anticipo del Tfs ad un tasso di interessi calmierato in esito al famigerato accordo che doveva essere sottoscritto tra banche, INPS e governo. 

Non essendo ad oggi formalizzato alcun accordo e non potendo più aspettare i tempi biblici di questo governo, per il forte bisogno economico mi sono dovuto rivolgere ad una banca per ottenere il mio Tfs, sottolineo mio Tfs, dovendo corrispondere alla stessa un tasso di interessi del 5%, quindi dovendo sacrificare circa 6 mila euro di soldi miei. 
Dalle ultime notizie apprese sembra che qualcosa si stia muovendo, quindi appare evidente che solo chi non ha potuto aspettare è stato costretto a pagare un pesante prezzo, quindi mi vien da dire che piove sempre sul bagnato. 

Utilizzando l’impegno profuso dalla Vs redazione, nel veicolare tutte le criticità in merito raccontate dai Vs lettori, vorrei dare sommessamente, al governo in carica, al fine di poter recuperare in dignità, di porre in essere una misura contabile che possa far recuperare parte degli esosi interessi già corrisposti alla banca, magari potendo portare in detrazione nel prossimo 730 i predetti interessi, cosicché anche chi per costrizione non ha potuto attendere potendo usufruire degli interessi calmierato possa piangere con un occhio solo. 
A. M.

Spero sia pubblicata e grazie anticipatamente. 

Un favore alle banche (da Facebook)

Buona sera a proposito di anticipo TFS a dipendenti pubblici andati in pensione anticipata, mi viene il dubbio che hanno fatto un altro favore alle banche in quanto tempestivamente c’è stata la convenzione INPS BANCHE per la concessione del quinto della pensione ma con interessi non tanto agevolati per i richiedenti

A.B.

Hanno sequestrato i nostri soldi

Sono un dipendente pubblico di Padova
sono in pensione dal 1 08 19 con quota 100 con 41 anni di lavoro e 62 anni volevo manifestare la sensazione di profonda ingiustizia che provo per il blocco del TFS ricordo parte integrante del decreto 4 01 19 l ultima giustificazione parla di parere del consiglio di stato ( volutamente con la s minuscola) mi chiedo ma la legge è entrata in vigore senza parere?
In ogni casa ritengo
Che il sequestro dei soldi ai dipendenti pubblici sia degno del Cile di Pinochet
L’unica soluzione è scendere in piazza in massa vedi Francia
Buon Natale a tutti

I sindacati dove sono?

Cos’altro aggiungere all’ingiustizia tutta italiana. Tra pochi anni in Italia saranno solo cinesi ! Potessi scappare anche io lo farei qui è tutta una vergogna e i Sindacati ? Tutti in Parlamento per i loro interessi.

Una situazione invivibile

Mi chiamo A.O. ho lavorato presso il Comune per 40 anni e sono andato in pensione con prodotto quota 100 dal 1° agosto 2019. 

La mia decisione di uscire dal lavoro è stata l’esigenza di aver a disposizione un certo importo da poter utilizzare per spese mediche e affrontare un intervento (a pagamento) non più rimandabile. 

Speravo nell’anticipo della liquidazione tfr/tfs senza dovermi  rivolgere ad una banca e/o finanziaria per ottenere quanto occorrente e quindi pagare interessi e quant’altro richiesto. Sono amareggiato  perchè oltre alle spese sopra dette ho in corso un mutuo sull’abitazione, ho una figlia all’università di Roma, sono separato da 10 anni  ed ora che “credevo” fosse arrivata la fine per poter pensare un attimo a me stesso ecco che tutto si blocca!!!!

Oltretutto sono invalido civile poiché diabetico di tipo 2 e quindi vi lascio immaginare in quali problemi sono impantanato.

Mi sono rivolto all’INPS per avere una certificazione che quantizzasse il credito vantato, così da poter operare una cessione di credito, dalla quale risulti l’importo spettante e (grosso modo) la cifra di cui sono creditore (fermo che fino a 45.000 euro sarebbero dovuti essere quasi “subito”.

Ritengo non sia giusto sotto ogni aspetto ed è per questo che mi rivolgo a voi per avere un benché minimo conforto che possa venirmi incontro senza per questo dover immolare tutto ciò che ho tentato di costruire in 40 anni di lavoro.

Voglio sperare che nella mia situazione ci sia poca gente perché così diventa una situazione davvero invivibile sotto ogni aspetto e, sicuramente, non posso farcela. Voglio inviarvi le mie più sentite scuse per il disturbo arrecato ed augurarvi un Buon Natale fatto di felicità, di gioia e di tutto il tempo che serve per viverla in pace. Io mi accontenterei di qualche notizia positiva per quanto sopra detto. Mi complimento per i  temi che riuscite a trattare ed in attesa di riscontro  porgo i miei più distinti  ossequi.