Anticipo TFS per i fruitori di Quota 100: atto di sindacato ispettivo, le novità

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30/03/2020

Anticipo TFS per fruitore quota 100, pubblicazione dell’atto di sindacato ispettivo n. 3-01460, lo annuncia il senatore Iunio Valerio Romano, le ultime novità.

Anticipo TFS per i fruitori di Quota 100: atto di sindacato ispettivo, le novità

Anticipo TFS per i fruitori di Quota 100, il senatore Iunio Valerio Romano del M5S, ha pubblicato un post su Facebook nel quale comunica che ha presentato la pubblicazione dell’atto di sindacato ispettivo n. 3-01460. Vi riportiamo il post e l’atto n, 3-01454 pubblicato il 25 marzo 2020. 

Post del senatore Iunio Valerio Romano sul Facebook

Quella che si è appena conclusa è stata una settimana particolarmente intesa, che tuttavia non ha precluso di portare a compimento il lavoro in corso prima dell’emergenza.
⇒ Deposito del disegno di legge recante disposizioni in materia di credito di imposta speciale per gli organismi di ricerca privati senza scopo di lucro (Atto Senato n. 1768)
⇒ Pubblicazione dell’atto di sindacato ispettivo n. 3-01460, in tema di anticipo Tfs per i fruitori di Quota 100

Anticipo TFS: Atto n. 3-01454 (in Commissione)

Pubblicato il 25 marzo 2020, nella seduta n. 202

ROMANO – Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali, dell’economia e delle finanze e per la pubblica amministrazione. -Premesso che l’art. 23 del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, in forza del quale, ferma restando la normativa vigente in materia di liquidazione dell’indennità di fine servizio comunque denominata (articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122), i lavoratori dipendenti delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonché il personale degli enti pubblici di ricerca, cui è liquidata la pensione “Quota 100” ai sensi dell’articolo 14 del medesimo decreto-legge n. 4 del 2019, conseguono il riconoscimento dell’indennità di fine servizio, comunque denominata, al momento in cui tale diritto maturerebbe a seguito del raggiungimento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico, ai sensi dell’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214;


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considerato che:

sulla base di apposite certificazioni rilasciate dall’ente responsabile per l’erogazione del trattamento di fine servizio (TFS), comunque denominato, i soggetti indicati nonché i soggetti che accedono, o che hanno avuto accesso prima della data di entrata in vigore del decreto-legge n. 4 del 2019, al trattamento di pensione ai sensi dell’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, possono presentare richiesta di finanziamento, nella misura massima di euro 45.000, di una somma pari all’importo dell’indennità di fine servizio maturata, alle banche o agli intermediari finanziari che aderiscono a un apposito accordo quadro, che si sarebbe dovuto stipulare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge n. 4 del 2029, tra il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro dell’economia e delle finanze, il Ministro per la pubblica amministrazione e l’Associazione bancaria italiana, sentito l’INPS (art. 23, comma 2, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4);

doveva essere istituito nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze un Fondo di garanzia per l’accesso ai finanziamenti, di cui al suddetto comma 2, con una dotazione iniziale pari a 75 milioni di euro per l’anno 2019, a copertura dell’80 per cento del citato finanziamento e dei relativi interessi, nel rispetto delle indicazioni di cui al comma 3 dell’art. 23 del decreto-legge n. 4 del 2019;

le modalità di attuazione delle disposizioni citate e gli ulteriori criteri, condizioni e adempimenti, anche in termini di trasparenza ai sensi del Titolo VI del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, per l’accesso al finanziamento, nonché i criteri, le condizioni e le modalità di funzionamento del Fondo di garanzia e della garanzia di ultima istanza dello Stato sarebbero dovuti essere disciplinati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e il Ministro per la pubblica amministrazione, da emanare entro sessanta giorni dalla data di conversione in legge del decreto-legge n. 4 del 2019, sentiti l’INPS, il Garante per la protezione dei dati personali e l’Autorità garante della concorrenza e del mercato;


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la gestione del Fondo di garanzia è affidata all’INPS sulla base di un’apposita convenzione, da stipulare tra lo stesso Istituto e il Ministro dell’economia e delle finanze, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e il Ministro per la pubblica amministrazione, con autorizzazione all’istituzione di un apposito conto corrente presso la tesoreria dello Stato intestato al gestore;

ad oggi i soggetti potenzialmente beneficiari dell’anticipo del TFS ai sensi dell’art. 23 del decreto-legge n. 4 del 2019 non possono accedere a tale opportunità, atteso che le procedure di legge descritte non sono state portate a compimento dalle amministrazioni interessate,

si chiede di sapere quali iniziative i Ministri in indirizzo, ciascuno per le proprie competenze, abbiano attivato in ottemperanza al disposto normativo e quali siano le ragioni dei ritardi che ad oggi ne vanificano l’efficacia.

Video del senatore Iunio Valerio Romano da Facebook

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