Anticipo TFS TFR dipendenti pubblici, pubblicato in Gazzetta: certificazione e invio domanda

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16/06/2020

Anticipo TFS TFR pubblicato in Gazzetta Ufficiale, al via le domande: modalità e criticità, tutto quello che c’è da sapere.

Anticipo TFS TFR dipendenti pubblici, pubblicato in Gazzetta: certificazione e invio domanda

L’anticipo TFS o TFR per i dipendenti pubblici è stato pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 50 del 15 giugno 2020. Il provvedimento con entrata in vigore il 30 giugno 2020 prevede che possono chiedere l’anticipo TFS TFR non ancora liquidato dall’ente erogatore, i dipendenti delle amministrazioni pubbliche, il personale degli enti di ricerca, che hanno richiesto la pensione anticipata quota 100; i soggetti che accedono o che hanno acceduto, prima dell’entrata in vigore del decreto legge n. 4 del 28 gennaio 2019, al trattamento di pensione. 

Caratteristiche dell’anticipo TFS TFR

L’anticipo TFS TFR rientra tra i contratti di credito, l’importo massimo richiedibile è di 45.000 euro. In relazione alla richiesta di finanziamento la banca rende disponibile un contratto redatto secondo le norme di trasparenza dei servizi bancari e finanziari regolate dalla Banca d’Italia.

La banca entro tre mesi dalla maturazione del diritto la pagamento dell’unica soluzione o prima rata del TFS TFR, l’ente erogatore rimborsa alla banca l’intero ammontare dell’importo dell’anticipo TFS/TFR. A comunicare l’importo è la banca in sede di istruttoria. Entro trenta giorni dalla data di maturazione delle rate di TFS/TFR successive alla prima, la banca provvede a rimborsare il cessionario. 

Interessi

Gli interessi relativi all’intera operazione del TFS TFR, sono calcolati n base al regime di capitalizzazione semplice. La misura è definita nell’accordo quadro e gli interessi sono liquidati dalla banca in base all’erogazione delle singole tranche. 


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In caso di ritardo nel rimborso dell’anticipo TFS TFR, l’ente erogatore riconosce alla banca un interesse pari al tasso legale in vigore, per ciascun giorno di ritardo. 

Certificazione del diritto

La domanda di certificazione del diritto all’anticipo TFS TFR è presentata dal richiedente all’ente erogatore. Può essere presentata online tramite il Pin dispositivo rilasciato dall’Inps su richiesta del beneficiario, oppure tramite un patronato o soggetto abilitato. Le amministrazioni che erogano direttamente il TFS TFR comunicheranno ai propri dipendenti le modalità telematiche della procedura di presentazione della domanda di certificazione del diritto all’anticipo. 

Entro novanta giorni dalla ricezione della domanda, l’ente erogatore comunica con modalità telematiche, al richiedente:

a) la certificazione del diritto al TFS TFR con il relativo ammontare, indicando le date di riconoscimento dei singoli importi annuali o dell’importo in un’unica soluzione;

b) il rigetto della domanda di certificazione, qualora non sussistono i requisiti al diritto alla prestazione;

c) l’indicazione dell’indirizzo PEC, per comunicare con gli enti erogatori e la banca. 

Per i pensionati con quota 100, le scadenze devono tener conto della maturazione del diritto alla prestazione secondo le regole ordinarie previste per la pensione di vecchiaia e anticipata (art. 24 del Dl 201/2011).

La certificazione deve essere allegata alla proposta di contratto di anticipo TFS TFR; il conto corrente intestato al richiedente o cointestato sul quale sarà accreditato l’importo del TFS TFR richiesto; l’accettazione della proposta di contratto di anticipo. Inoltre, alla domanda bisogna allegare una dichiarazione di stato di famiglia, in caso di separazione o divorzio, bisogna allegare la sentenza a favore dell’ex coniuge. 


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La banca dovrà verificare che non sussistano impedimenti per la concessione dell’anticipo TFS TFR, con verifica anche dell’iscrizione nella Centrale Rischi della Banca d’Italia; oppure il diritto del coniuge in garanzia al TFS TFR. 

È possibile leggere qui: la Gazzetta Ufficiale