Anticipo TFS tramite IBL Banca. Lettera aperta ai ministri Dadone, Gualtieri e Catalfo

Possibile ottenere l’anticipo TFS tramite IBL Banca senza attendere che il Governo si decida. Lettera aperta ai ministri Dadone, Gualtieri e Catalfo

Anticipo TFS tramite IBL Banca. Lettera aperta ai ministri Dadone, Gualtieri e Catalfo

Leggo su un giornale che, qualche ora fa, l’on. ministro della Pubblica Amministrazione, dott.ssa Fabiana Dadone, ha pubblicato un post su Facebook, col quale annuncia, udite udite!, che, finalmente, è stato “trasmesso al Consiglio di Stato, per il dovuto parere, il decreto che regola l’anticipo dell’indennità di fine rapporto. È uno step importante per i tanti dipendenti pubblici che contano di incassare subito con un tasso agevolato una parte della loro liquidazione grazie al sistema bancario. Stiamo cercando di accelerare il più possibile, perché sappiamo di avere a che fare con le prerogative di chi ha lavorato per tanti anni e ha ora il diritto di godere del frutto sacrosanto dei sacrifici fatti”.

Quanto altruismo e quanta magnanimità! Roba da far arrossire il bambino premiato come più buono d’Italia.

Con flemma senile, i pensionati aspettano dal 28 maggio u. s. che la misura, lodevolmente approvata dal Parlamento il 28 marzo, trovi concreta attuazione da un esecutivo molto sciatto. 

Non pretendono che ci si dedicasse loro con anima e corpo, essendoci questioni ben più rilevanti nell’agenda del governo(Mes, Arcelor-Mittal, Alitalia, etc), ma che almeno qualche sottosegretatio o boiardo di stato seguisse con premurosa cura l’iter del provvedimento per una sua celere definizione, stante che l’art. 23 della legge  26 del marzo decorso recita testualmente: “Sulla base di apposite certificazioni rilasciate dall’ente responsabile per l’erogazione del trattamento di fine servizio i soggetti… che accedono o hanno avuto accesso… al trattamento di pensione… possono presentare richiesta di finanziamento… alle banche o agli intermediari finanziari che aderiscono a un apposito accordo quadro da stipulare, entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, tra il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro dell’economia e delle finanze, il  Ministro per la pubblica amministrazione e l’Associazione bancaria italiana, sentito l’Inps”. 


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Tutto vano.  Son trascorsi 7 mesi, ne passeranno almeno altri 4-5. Quando ci si rinserra nei ministeri, quando si lascia la precedente vita da comune cittadino, nel corso della quale si dicono peste e corna di coloro che governano e si diventa parlamentare o membro dell’esecutivo, si ignora l’Italia che sanguina di dolore.

Non c’è fine alla spudoratezza e la  vergogna diventa una vesta che si indossa senza alcun rossore.

Scrivo Loro, signori ministri, incapaci di comprendere rabbia e disgusto incommensurabili che ci animano, anche a nome dei 230mila colleghi pensionati che attendono il completamento della misura, perché ho sempre coltivato valori di solidarietà e giustizia,  non avendone personalmente più necessità.

Grazie a Loro, Signori ministri, infatti, proprio ieri, mi sono rivolto a un istituto di credito, che, con i dovuti interessi, mi anticiperà, nel giro di 15-20 giorni una parte del mio tfr perché io possa “godere del frutto sacrosanto dei sacrifici fatti”.

Cari colleghi pensionati, rivolgetevi a Ibl banca, che ha una proposta interessante su questo e lasciate stare i fanfaroni che ci governano.

Egregi ministri, vergognatevi. Siete fortunati, perché, se ci fosse un tribunale popolare, sareste sottoposti alla più severa delle pene costituzionalmente previste, ma siamo in questa Italietta da avanspettacolo…

 Prof. Donato Ricigliano

 San Fele (PZ)