Anticipo TFS un diritto: un nostro lettore nella trasmissione “Fuori dal coro”, la delusione

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11/12/2019

Il TFS dei dipendenti pubblici è un problema che sembra non importare a nessuno.

Anticipo TFS un diritto: un nostro lettore nella trasmissione “Fuori dal coro”, la delusione

Il TFS dei dipendenti pubblici è un problema che sembra non importare a nessuno. La problematica è stata discussa anche nelle aule dei Tribunali, senza ottenere risultati concreti. Si era aperto uno spiraglio con l’anticipo TFS previsto nel Decreto-legge n. 4/2019 che prevedeva il pensionamento anticipato con Quota 100 e la possibilità di riscuotere l’anticipo TFS fino ad un tetto di 45.000 euro, stipulando un finanziamento agevolato con accordo ABI, Ministero del lavoro e delle politiche sociali e l’Inps.

TFS, un nostro lettore in trasmissione “Fuori dal Coro”

Dopo tanti articoli di protesta, un giornalista ci ha contattato ed ha portato nella trasmissione “Fuori dal Coro” di Mario Giordano un nostro lettore. La situazione del nostro lettore è la seguente:

R., 65 anni, ex insegnante di italiano di scuola superiore di San Fele (potenza) per 40 anni, ha maturato contributi per 43 anni.
Pensionatosi il 1° settembre 2018, con 2 anni di anticipo.
Ammontare TFS non percepito: 88.400 euro.
Ha richiesto certificazione Inps secondo cui:
– 1° tranche: settembre 2020 € 44.000
– 2° tranche: 2021 € 41.000
– 3° tranche: 2022 restante  TFS

Quindi, percepirà il suo trattamento di fine rapporto a fine del 2022, dopo quattro anni.

TFS e assegno di reinserimento: il confronto

Ebbene, sono contenta che qualcosa si sia smosso, anche se non è stata data attenzione al problema effettivo dei dipendenti pubblici, riservando un minimo spazio al nostro lettore. La delusione è stata tanta, in quanto si sperava che il programma televisivo era finalizzato in parte all’anticipo TFS, in realtà così non è stato. 


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La trasmissione ha messo in evidenza le disparità di trattamento tra politici e comuni cittadini lavoratori.
Si parla tanto di taglio di pensioni, aumento dell’età pensionabile, eppure i nostri parlamentari possono accedere alla  pensione all’età anagrafica di soli 41 anni. I vitalizzi continuano ad esserci e a pagarne le spese siamo noi cittadini comuni.

Si parla di un diritto acquisito e non può essere negato, perché un lavoratore dopo una vita di carriera, va in pensione e non può ricevere il trattamento di fine servizio, perché i fondi non ci sono. I parlamentari invece, incassano subito un assegno di reinserimento elevatissimo senza fare nulla. 

Continuerò insieme ai nostri lettore a portare avanti questa battaglia, pubblicherò la loro voce, perché l’anticipo TFS è legge ed è assurdo che ad oggi 11 dicembre questa misura non è ancora attuativa, forse si spera che vada nel dimenticatoio perché nessuno ne parla. Noi ne parliamo e ne parleremo fino a quando la questione non sarà risolta.

Ringrazio il nostro lettore personalmente che si è fatto portavoce dei lavoratori che combattono per i loro diritti.

Abbiamo ripreso la trasmissione dove si parla del TFS dei dipendenti pubblici.

Video: Trattamento di fine servizio per i dipendenti pubblici