Assegno di divorzio: non è accettabile che il più ricco debba pagare il più debole, le 3 sentenze

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15/10/2019

La Corte Cassazione, si è espressa in tema di assegno di divorzio, con tre sentenze depositate il 7 ottobre 2019, ribaltando le modalità di calcolo.

Assegno di divorzio: non è accettabile che il più ricco debba pagare il più debole, le 3 sentenze

La Corte Cassazione, si è espressa in tema di assegno di divorzio, con tre sentenze depositate il 7 ottobre 2019. La Cassazione ha ribaltato molti principi riguardanti il metodo di calcolo dell’assegno e l’autosufficienza economica degli ex coniugi. In particolare, tra marito e moglie che si lasciano non è sufficiente lo squilibrio economico e il reddito alto di uno dei 2 per far scattare l’assegno di divorzio. Non è, infatti, accettabile che il più ricco debba pagare al più debole tutto quanto sia per lui sostenibile; pertanto, l’assegno diventerebbe quasi un “prelievo
forzoso” in misura proporzionale ai redditi.

In sostanza, la Corte ha sottolineato che il parametro principale per attribuire e quantificare l’assegno debba essere quello dell’autosufficienza economica.

Assegno di divorzio: la sentenza n. 24932

Nella sentenza numero 24932 del 7 ottobre 2019, si legge:

2.5.- L’attribuzione e la quantificazione dell’assegno non sono variabili dipendenti soltanto dalla differenza del livello economico-patrimoniale tra gli ex coniugi o dall’alto livello reddituale del coniuge obbligato, non trovando alcuna giustificazione l’idea che quest’ultimo sia tenuto a corrispondere tutto quanto sia per lui “sostenibile”, quasi ad evocare un prelievo forzoso in misura proporzionale ai suoi redditi.

L’assegno dev’essere attribuito e determinato al fine di soddisfare le esigenze di vita dignitosa del coniuge richiedente che, dopo le SU del 2018, devono tenere conto anche delle aspettative professionali sacrificate, in base ad accordo con l’altro coniuge, per avere dato un particolare e decisivo contributo alla formazione del patrimonio comune e dell’altro coniuge.


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Nella specie, l’attribuzione e quantificazione dell’assegno sono state operate sulla base della mera constatazione della notevole differenza reddituale tra i coniugi, nella prospettiva della ricostituzione del tenore di vita matrimoniale, che tuttavia non costituisce più un parametro utilizzabile in materia.

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