Assegno di divorzio: spetta all’ex moglie che rifiuta lavoro e che ha disponibilità immobiliari

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09/01/2020

La Corte di Cassazione riconosce l’assegno di divorzio ad una ex moglie che ha rifiutato offerte di lavoro e che ha proprietà immobiliari.

Assegno di divorzio: spetta all’ex moglie che rifiuta lavoro e che ha disponibilità immobiliari

A regolare il riconoscimento dell’assegno divorzile è l’articolo 5 della legge sul divorzio. La Corte di Cassazione con l’ordinanza numero 30638 dello scorso 25 novembre ha confermato il riconoscimento dell’assegno di divorzio alla moglie anche se ha esperienza lavorativa, rifiuta offerte di lavoro e ha disponibilità immobiliari.

Il caso in esame

Anche se la Corte di appello di Venezia aveva confermato il diritto all’assegno divorzile, già deciso dal giudice di primo grado,  il marito aveva impugnato la sentenza dinnanzi alla Corte di Cassazione ritenendo che fatti decisivi non erano stati presi in considerazione poichè, secondo l’ex marito, la donna era pienamente in grado di mantenersi senza  l’assegno, in passato aveva avuto esperienze lavorative e aveva rifiutato offerte di lavoro ricevute. Inoltre la donna, avendo disponibilità immobiliari e mobiliari e l’assegnazione della casa coniugale, avrebbe potuto mantenersi da sola.

La Suprema Corte, non tenendo neanche in considerazione la durata relativamente breve del matrimonio e la giovane età della donna, ha confermato il diritto dell’ex moglie all’assegno divorzile pur godendo l’ex marito di 2100 euro mensili di cui 900 passati alla figlia a titolo di mantenimento e 500 pagati per l’affitto della casa in cui viveva.

Secondo i supremi giudici tutte le circostanze presentate dall’ex marito non sono da considerarsi decisive al fine del riconoscimento dell’assegno.

Le prove presentate:

  • la donna conosce una lingua straniera
  • la donna ha lavorato in precedenza
  • le sono state fatte delle offerte di lavoro rifiutate
  • disponibilità mobiliari e immobiliari
  • durata del matrimonio di 8 anni (secondo la Corte non è breve)
  • assegnazione casa coniugale


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I casi precedenti

L’uomo, quindi, è costretto a continuare a pagare l’assegno di divorzio all’ex coniuge nonostante tutti i fatti e nonostante questa sentenza vada in netta contraddizione con una precedente, sempre della Corte di Cassazione, quella del 18 ottobre 2019, la numero 26594 in cui i giudici sostenevano che la funzione dell’assegno di divorzio è meramente assistenziale e spetta soltanto al coniuge che non ha i mezzi adeguati al sostentamento. Nella sentenza di ottobre 2019 la Suprema Corte aveva negato il pagamento dell’assegno alla donna che aveva abbandonato volontariamente il lavoro.

Con un’altra precedente sentenza, la 21228 del 9 agosto 2019, sempre i supremi giudici avevano sostenuto il medesimo principio affemrando che l’ex coniuge non può vivere sulle spalle dell’altro lucrando.

Con la recente sentenza di novembre, invece, la Corte di Cassazione sembra ribaltare l’orientamento consentendo ad un ex coniuge che ha mezzi di sostentamento di vivere agiatamente alla spalle dell’ex marito.