Assegno di mantenimento spetta all’ex moglie che percepisce la pensione?

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02/11/2019

L’assegno di mantenimento non spetta al coniuge che percepisce la pensione, ma in caso invece percepisce il reddito di cittadinanza?

Assegno di mantenimento spetta all’ex moglie che percepisce la pensione?

Una domanda che spesso viene fatta è in quale caso non si ha diritto all’assegno di mantenimento. E cosa succede se il coniuge percepisce la pensione o un altro reddito previdenziale?

Dopo il divorzio, il coniuge con un reddito più alto deve versare all’altro un assegno di mantenimento. L’importo viene stabilito prendendo in esame sia la ricchezza dei due ex sia al contributo prestato in favore del nucleo familiare, da chi ha dedicato il suo tempo per accudire casa e figli, tralasciando le proprie aspettative personali.

Assegno di mantenimento o divorzio: qual è il suo scopo?

Scopo dell’assegno è sempre quello di assicurare un dignitoso tenore di vita, anche se non deve rispecchiare per forza lo stesso avuto durante il matrimonio. Al riguardo si parla di autosufficienza, cioè se nel caso di un marito benestante, la donna ha un reddito lavorativo che le permette di essere autonoma, non può pretendere nessun assegno di mantenimento. Nel caso in cui la donna avesse contribuito ad arricchire il patrimonio svolgendo i lavori domestici, accudendo la famiglia, avrebbe diritto a un contributo mensile per il suo sostenimento.

La domanda è se la pensione o una rendita previdenziale costituiscono a formare il reddito che definiscono l’autosufficienza che esclude l’assegno di divorzio. Oppure nell’ipotesi che il coniuge percepisca un altro tipo di sovvenzione come l’assegno di disoccupazione o il reddito di cittadinanza.

La situazione viene chiarita da un’ordinanza della Corte di Cassazione n. 227771/19 del 30.10.2019, in cui delucida il caso di una moglie che percepisce una pensione e che pretende l’assegno di mantenimento dall’ex marito.

Chi ha diritto all’assegno di divorzio?

L’assegno di divorzio o di mantenimento non vengono percepiti al coniuge quando il proprio comportamento ha causato la fine del matrimonio e per questo il giudice con la sentenza gli ha attribuito il cosiddetto addebito. Come ad esempio il coniuge che picchia l’altro e l’umilia o che tradisce.


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Nel caso in cui si accerti che la fine del matrimonio non è dovuto al coniuge disoccupato si passa a valutare se abbia diritto all’assegno di mantenimento.

I requisiti per ottenere l’assegno sono i seguenti:

  • non deve essere giovane, in salute e con una formazione tale da poter trovare ancora un posto di lavoro;
  • se disoccupato, deve dimostrare di aver cercato lavoro in modo concreto inviando curriculum, iscrivendosi al centro per l’impiego, ma senza risultati;
  • deve avere un’età che può essere considerata fuori dal mercato del lavoro, dopo aver dedicato anni ai lavori domestici e famiglia.

Assegno di divorzio: ecco come si calcola

Nel momento in cui il coniuge in difficoltà è ritenuto meritevole dell’assegno, si quantifica l’ammontare.

L’assegno di divorzio va calcolato in base alle capacità reddituale di entrambi le parti. In quanto l’importo dell’assegno deve consentire al richiedente di avere un adeguato contributo in base a ciò che ha dato per la realizzazione della vita familiare.

Il giudice mette a confronto i due redditi e indicherà l’importo dell’assegno che va versato al coniuge in difficoltà, non per bilanciare i due redditi, ma per far sì che il coniuge richiedete possa avere una vita dignitosa e autonoma.

Per far ciò, il tribunale prende in considerazione qualsiasi tipo di reddito, mobiliare e immobiliare, che il richiedente possiede, come ad esempio: stipendio, pensioni, sussidi, aiuti economici dai genitori, azioni societarie e obbligazioni, titoli di Stato, possesso o proprietà di immobili.


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Una pensione influisce sull’assegno di mantenimento?

Quindi, si può dedurre che anche la pensione concorre nel calcolo dell’importo dell’assegno di mantenimento. Naturalmente, si prende in considerazione l’entità della pensione e il perché viene percepita. Una pensione di invalidità che ha lo scopo di sostenere la persona nelle spese di assistenza e farmaci non venga presa in considerazione, in quanto la totalità di essa sarà spesa dal titolare per affrontare tali spese. Quindi, tale erogazione da parte dell’Inps non concorrerà al calcolo dell’assegno di mantenimento.

Mentre le pensioni di anzianità e vecchiaia che sono una fonte di reddito sostitutiva del precedente stipendio concorrono al calcolo dell’assegno di mantenimento.

Il reddito di cittadinanza influisce sull’assegno di mantenimento?

Il Reddito di cittadinanza se percepito, influisce sull’assegno di mantenimento. Infatti, esso può indurre al giudice alla revisione delle condizioni di divorzio, almeno durante la sua erogazione. In basa alla recente giurisprudenza, il giudice dovrebbe tener conto delle varie modifiche di questo dato. Il reddito di cittadinanza può essere revocato, in quanto ha una durata incerta e l’eventuale reperimento di un lavoro potrebbe modificare la situazione. A questo punto sarà il giudice a stabilire se perdita, scadenza e revoca del beneficio potranno far riavere il diritto all’assegno precedente.

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