Assegno unico 2023: novità tra Isee e aumenti

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02/01/2023

Assegno unico 2023: novità tra Isee e aumenti

L’ente pubblico di previdenza si prepara a regolarizzare gli aumenti dell’assegno unico 2023 a partire dal prossimo mese di febbraio. Dopo l’intervento previsto all’interno della nuova legge di bilancio con l’avvento del nuovo anno è arrivato il tempo di implementare le novità dal punto di vista operativo. Si tratta di una serie di interventi pensati per ampliare il raggio d’azione della misura di welfare, nonché adeguarla all’inflazione.

Così, per i minorenni appena nati (e fino all’anno di età) ci sarà un aumento dell’assegno del 50%. La rivalutazione risulta slegata da quanto indicato all’interno dell’Isee. Diverso il caso di coloro che hanno almeno tre figli, dei quali uno entro il limite dei tre anni. In tale condizioni, per beneficiare della stessa agevolazione è necessario non oltrepassare i 40mila euro nei parametri forniti dall’indicatore.

L’Inps ha quindi confermato le novità attraverso la pubblicazione di un nuovo comunicato stampa risalente allo scorso 30 dicembre 2022. Confermando all’interno del testo che gli aumenti potranno essere riscontrati già a partire dalle erogazioni relative al mese di febbraio 2023.

Assegno unico 2023: ecco quando arrivano gli aumenti previsti in Manovra

Dal punto di vista pratico, gli aumenti decisi dal legislatore con la legge di bilancio 2023 si concretizzeranno entro il prossimo mese. Nel testo del recente comunicato stampa si legge infatti che l’Inps è già pronta a riconoscere le maggiorazioni e la rivalutazione degli assegni. Per conoscere gli importi definitivi bisognerà però attendere la pubblicazione di un’apposita circolare.


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A gennaio potrebbero anche arrivare eventuali conguagli, relativi all’anno 2023. Entro la metà del mese corrente un decreto ministeriale renderà comunque nota l’effettiva rivalutazione dell’assegno unico, legata all’incremento del costo della vita. A quel punto, sarà possibile determinare in modo preciso le cifre spettanti.

Assegno unico 2023: come funzionano gli aumenti e a quanto corrispondono

Entrando nel merito degli incrementi decisi dal governo, la legge di bilancio 2023 approvata alla fine dello scorso anno ha previsto un aumento del 50% dell’assegno in due casi specifici. Il primo caso riguarda i nuclei familiari con figli appena nati e fino all’anno di età. La rivalutazione viene applicata agli importi spettanti secondo le fasce Isee ordinarie.

In aggiunta, vengono rivalutati gli assegni dei nuclei familiari numerosi. Si tratta di famiglie con tre o più figli a carico che presentano un valore Isee al di sotto di 40mila euro. Qui l’importo aumenta del 50% per ogni figlio al di sotto di 3 anni. I nuclei familiari con almeno 4 figli beneficiano anche di un aumento della maggiorazione forfettaria del 50%. L’importo cresce così a 150 euro, dalle precedenti 100 euro.

L’assegno unico e la rivalutazione dell’inflazione garantita nel corso del 2023

Come già anticipato, nel corso del 2023 l’assegno unico riceverà l’adeguamento all’inflazione. Anche se il tasso non è stato ancora ufficializzato, la relazione tecnica alla legge di bilancio ha fornito un’ipotesi di stima. L’importo dovrebbe crescere del 7,4%.

Il dato verrà confermato a metà mese e i nuovi importi saranno erogati dal prossimo febbraio, ma gli aumenti saranno riconosciuti a partire dal mese di gennaio 2023. In tal senso, verranno pagati anche gli eventuali arretrati.

Cosa succede ai cittadini che hanno l’Isee scaduto e quali tempistiche occorre rispettare

Nel frattempo i cittadini che possiedono l’Isee scaduto allo scorso sabato 31 dicembre 2022 dovranno rivolgersi a Caf e patronati per inviare la nuova Dsu ai fini Isee 2023. Il passaggio è fondamentale non solo per l’Assegno Unico, ma anche per altre agevolazioni come il reddito di cittadinanza oppure il bonus bollette.


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Per quanto concerne l’assegno unico, il periodo di riferimento per l’erogazione va da marzo a febbraio dell’anno successivo. L’aggiornamento Isee è fondamentale per vedersi riconoscere i vantaggi e le maggiorazioni previste dalla legge. Qualora invece non si presenti in tempo l’indicatore aggiornato, l’Assegno unico sarà pagato per il minimo dell’importo.