Assegno Unico, Inps elimina scadenza arretrati per alcuni beneficiari

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29/06/2022

Assegno Unico, Inps elimina scadenza arretrati per alcuni beneficiari

Assegno Unico, si avvicina la scadenza del prossimo 30 giugno 2022 valida al fine di poter richiedere gli arretrati. Una data da tenere in considerazione per coloro che non hanno ancora fatto richiesta, se si vogliono recuperare le mensilità relative ai mesi precedenti. Sul punto, l’Inps ha però introdotto un’importante novità tramite il recente messaggio numero 2537, risalente allo scorso 22 giugno.

Infatti, con questo passaggio, l’ente previdenziale ha cambiato le regole di assegnazione del beneficio di welfare, stabilite con un messaggio precedente. Le novità riguardano in particolare i beneficiari del reddito di cittadinanza.

Questi soggetti potranno ottenere gli arretrati anche se la domanda giungerà successivamente alla scadenza di questo mese. Si tratta quindi dell’unico caso nel quale si potrà concretizzare una deroga rispetto alla scadenza. Per tutti gli altri, sarà indispensabile inviare la richiesta entro i prossimi due giorni.

Assegno Unico e reddito di cittadinanza: come funziona la richiesta

A livello operativo, l’assegno unico per i percettori del reddito di cittadinanza necessità della compilazione di un apposito modulo. Nella circolare Inps numero 53 l’Istituto spiegava le modalità di presentazione del relativo modello per comunicare le eventuali informazioni mancanti, utilizzando il modello Rdc Com/Au. Questo passaggio è indispensabile per il riconoscimento della quota integrativa.


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Con un successivo messaggio l’Inps ha poi fornito il modello e le istruzioni di compilazione, indicando inoltre come perentoria (per gli arretrati) la scadenza del 30 giugno 2022. Con il messaggio risalente al 22 giugno si concretizza una nuova modifica, attraverso l’eliminazione della scadenza. I percettori del reddito di cittadinanza potranno quindi beneficiare degli arretrati relativi all’Assegno Unico anche in caso di richieste successive.

Chi deve presentare il modello Rdc Com/Au per i percettori del reddito di cittadinanza

Coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza non devono necessariamente inviare una richiesta specifica per ricevere l’Assegno Unico. Infatti, qualora l’Inps sia già in possesso di tutti i dati necessari provvederà a erogare in automatico il sostegno di welfare. L’eventuale presentazione del modello RDC Com/Au riguarda coloro che non stanno ancora ricevendo l’integrazione ed alcuni casi particolari.

È infatti ovvio che l’Inps non riesca a desumere sempre tutti i dati necessari attraverso le banche dati già in proprio possesso. Quindi, per fare ordine, è importante sottolineare che chi ha già ricevuto il pagamento di marzo dell’Assegno Unico non è tenuto a inviare alcun modello. Tutto ciò, a meno che non si voglia richiedere la maggiorazione disponibile per figli maggiorenni o nel caso in cui entrambi i genitori lavorino.

Assegno Unico: come si presenta il modello Rdc Com/Au

Come anticipato, l’invio del modello Rdc Com/au è possibile a partire dallo scorso mese di marzo. Per l’invio è necessario seguire la modalità telematica. È possibile procedere direttamente tramite la propria area riservata del sito Inps.

In questo caso, è necessario cliccare sulla voce “reddito di cittadinanza” e loggarsi tramite Spid, Carta nazionale dei Servizi o Carta di identità elettronica. In alternativa, è possibile procedere tramite l’assistenza del proprio patronato di fiducia, che provvederà a compilare la pratica e a inviarla per conto del richiedente.


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Vi è però da tenere presente un punto. Al fine di vedersi riconoscere l’assegno unico per i periodi pregressi relativi all’anno 2022, è indispensabile trasmettere il modello entro e non oltre il termine del prossimo 28 febbraio 2023.

Quali sono le informazioni da integrare con l’apposito modello dell’Inps

Infine, riepiloghiamo quali sono le eventuali informazioni da integrare con il modello Rdc Com/Au. Si parte con la eventuale presenza di un figlio maggiorenne a carico fino al compimento del 21mo anno di età. Quest’ultimo deve frequentare un corso di formazione scolastica o di laurea riconosciuto dalla legge. In alternativa, deve svolgere un tirocinio oppure un’attività lavorativa con reddito complessivo inferiore a 8mila euro l’anno.

Oppure deve essere registrato come disoccupato e in cerca di lavoro presso i centri per l’impiego. Rientrano anche coloro che svolgono il servizio civile universale. Va inoltre segnalata la presenza di una madre di età inferiore a 21 anni non valorizzata nella Dsu. E l’indicazione degli esercenti della responsabilità genitoriale riferita a ciascuno figlio.

Ad esempio nei nuclei familiari dove non siano presenti entrambi i genitori per via della separazione o del divorzio. Infine, rientra anche il caso di un provvedimento di affido di uno o più figli minori nel nucleo in capo al dichiarante diverso dal genitore, come ad esempio nel caso del nonno, dello zio o di altri parenti e affini.