Assenza per coronavirus: ferie o aspettativa non retribuita, cosa conviene?

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13/03/2020

Assenza dal lavoro per emergenza coronavirus, se il lavoratore non vuole prendere le ferie può fare domanda del congedo per gravi motivi non retribuito?

Assenza per coronavirus: ferie o aspettativa non retribuita, cosa conviene?

L’Emergenza coronavirus ha creato molti problemi ai lavoratori. Tutti i negozi diversi dai generi alimentari e sanitari hanno chiuso su disposizioni del Governo. Molti lavoratori hanno optato per le ferie anticipate ma c’è anche chi non ha molte ferie e preferisce conservarle e chiede se può fare richiesta al datore di lavoro dell’aspettativa non retributiva. Rispondiamo alla domanda di un nostro lettore.

Ferie o aspettativa non retributiva

In qualità di lavoratore privato settore privato posso chiedere di usufruire di aspettativa non retribuita invece delle ferie?

Grazie

L’aspettativa o congedo di un massimo di due anni (continuativi o frazionati) non retribuito nell’arco della vita lavorativa. Serve a conservare il posto di lavoro, quindi il lavoratore non può essere licenziato nel periodo di assenza, ed è riconosciuto solo per gravi motivi familiari.

I gravi motivi in linea generale possono riguardare:

  • decesso di uno dei soggetti: convivente; parenti o affini entro il 3° grado disabili (anche non conviventi); coniuge (o parte dell’unione civile), figli (anche adottivi), genitori, generi e nuore, suocero e suocera, fratelli e sorelle;
  • assistenza e cura di uno dei seguenti soggetti: convivente; parenti o affini entro il 3° grado disabili (anche non conviventi); coniuge (o parte dell’unione civile), figli (anche adottivi), genitori, generi e nuore, suocero e suocera, fratelli e sorelle;
  • quando il lavoratore si trova in grave disagio personale del dipendente ad eccezione della malattia;
  • quando il lavoratore si trova in una situazione derivanti da patologie acute o croniche che riguardano i seguenti soggetti a cui prestare assistenza: convivente; parenti o affini entro il 3° grado disabili (anche non conviventi); coniuge (o parte dell’unione civile), figli (anche adottivi), genitori, generi e nuore, suocero e suocera, fratelli e sorelle.


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Nel caso specifico se si trova in una di queste situazioni anche dovuta all‘emergenza coronavirus che ha colpito l’Italia, può fare domanda al datore di lavoro.  Alla domanda dovrà indicare in modo specifico la motivazione per cui richiede l’aspettativa non retribuita. Il datore di lavoro dovrà entro tre giorni lavorativi (in caso di urgenza), comunicare al lavoratore l’eventuale diniego o accettazione.

Troverà tutte le informazioni sulla documentazione da presentare al datore di lavoro: Congedo per gravi motivi è coperto da contributi validi per la pensione?