Assunzione: cosa si rischia a dichiarare il falso sul titolo di studio

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30/10/2019

Il Tribunale in una recente sentenza ha dichiarato che è legittimo licenziare un candidato che dichiara il falso sul titolo di studio

Assunzione: cosa si rischia a dichiarare il falso sul titolo di studio

Una recente sentenza del Tribunale di Trapani, ha dichiarato che è legittimo licenziare un candidato che dichiara il falso sul titolo di studio. Nello specifico la Corte ha esaminato il caso di un candidato che è stato licenziato perché ha falsificato il titolo richiesto per
l’assunzione.

Assunzione: il licenziamento legittimo se si dichiara il falso

Il Tribunale di Trapani, con la sentenza n. 522 del 2 ottobre 2019, ha affermato che partecipare a una selezione su LinkedIn senza averne i requisiti può costare la perdita del posto di lavoro ottenuto in mala fede.

Nella vicenda un candidato, pur non avendo i titoli richiesti, aveva inviato il proprio curriculum. Il datore di lavoro, dopo quasi 2 mesi, aveva revocato la delibera di assunzione, che aveva previsto l’inserimento del candidato con contratto a tempo determinato di 3 anni in posizione dirigenziale.

Il caso

La società LinkedIn pubblica un annuncio per ricerca lavoro di un Direttore Generale, indicando i requisiti per la candidatura, nello specifico del caso, laurea magistrale in ingegneria, economia o giurisprudenza. Era richiesto inoltre un master e/o una specializzazione nel settore.

Il lavoratore si era candidato sottoscrivendo una autocertificazione che era in possesso dei requisiti richiesti. In effetti, il candidato aveva la laurea in lingue e non quella richiesta per la candidatura e aveva autocertificato di essere in possesso di un titolo che non aveva.

Alla selezione è stato scelto e ha sottoscritto un contratto a tempo determinato della durata di tre anni, dal 18 giugno 2018 fino al 17 giungo 2021.

Ebbene, le bugie hanno sempre le gambe corte. La società quando si è accorta della mancanza del dipendente, lo licenzia.

Il dipendente impugna il licenziamento richiedendo il risarcimento dei danni subiti e la retribuzione per tutta la durata del contratto, oltre tutte le spese subite per il trasferimento di Regione.

La sentenza

Il Tribunale di Trapani rigetta il ricorso del dipendente, in quanto chi partecipa ad una selezione consapevoli di non avere i requisiti richieste, corre il rischio di non essere selezionato o di perdere il posto di lavoro a causa della condotta in mala fede.

Secondo il Giudice il dipendente non ha diritto ad alcun risarcimento del danno dopo il licenziamento, in quanto il medesimo, sapeva benissimo di non avere i titoli richiesti per partecipare alla selezione. Inoltre, non ha diritto a nessun risarcimento, perché il danno è scaturito dalla sua condotta, che violano il dovere di correttezza e la buona fede durante le trattative.

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