Aumenti pensione per rinnovo contratto pubblico impiego: cosa fare

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27/01/2020

Cosa fare in attesa che l’inps proceda agli aumenti delle pensioni in seguito ai rinnovi contrattuali nel pubblico impiego?

Aumenti pensione per rinnovo contratto pubblico impiego: cosa fare

Il rinnovo del contratto del pubblico impiego del 2018, anche se in misura più contenuta, avrebbe dovuto avere effetto anche sulle pensione di chi aveva cessato il servizio a partire dal 1 gennaio 2016. Ma, a quanto sembra così non è stato. Una nostra lettrice, infatti, ci scrive di non aver ricevuto adeguamento nè della pensione nè del TFS. Vediamo la vicenda.

Adeguamento pensione per rinnovo contratto

La nostra lettrice ci scrive:

Egregia direttrice Del Pidio Patrizia
a seguito delle mie innumerevoli richieste inoltrate all’INPS di zona (Monza MB), ed aver ricevuto risposte poco esaustive e contraddittorie, alla data odierna nulla e’ cambiato.
In sisntesi, sono un ex dipendente statale ( ATA ) andato in pensione a decorrere dal 1° Settembre 2016 e proprio in virtu’ dell’ultimo rinnovo contrattuale collettivo settore pubblico, firmato in data 09/02/2018 con decorrenza retroattiva, sono a denunciare il fatto, che ad oggi non vi e’ stato nessun aggiornamento retributivo (pensione) e altresi nessun adeguamento al mio TFS.
Ora mi domando e Le chiedo, auspicando che Lei possa essermi da guida e conforto: 1) QUANDO VERRA’ EFFETTUATO IL NUOVO INQUADRAMENTO ECONOMICO CON IL RELATIVO RICALCOLO DELLA PENSIONE ? 2) QUANDO VERRA’ RIDEFINITO E SALDATO IL MIO TFS ? QUANDO VERRANNO EROGATI GLI ARRETRATI DELLE RELATIVE SOMME DOVUTE ? SE LA SITUAZIONE DOVESSE PROTRARSI NEL TEMPO RITIENE SIA OPPORTUNO AVVIARE UN PROCEDIMENTO GIUDIZIARIO (class action)?


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p.s. tenga presente che nella situazione descritta versano molte altre persone.
 
Nel ringraziarLa per la cortese attenzione,
porgo distinti saluti.
 

Per tutto il personale che ha cessato il servizio tra il 1 gennaio 2016 ed il 31 dicembre 2018, il rinnovo contrattuale del febbraio 2018 comporta un aggiornamento della base pensionabile  con un conteggio finale che prevede benefici economici medi di circa 80-90 euro mensili (nulla è dovuto a chi il 1 gennaio 2016 era già in pensione, ovviamente).

Per quel che riguarda la buonuscita, invece, gli aumenti applicabili sono soltanto quelli in vigore alla data della cessazione. Per lei che ha avuto accesso alla pensione nel 2016, quindi, è applicabile solo lo scatto del 2016 ma non quelli corrisposti dopo la cessazione del rapporto di lavoro.

Le istruzioni al riguardo per il ricalcolo dei trattamenti previdenziali dicono di non preoccuparsi che il tutto avverrà d’ufficio e che ci penserà l’INPS. Come lei stessa dice sono moltissime le persone nella sua stessa situazione e l’INPS oltre a dover gestire le nuove domande di pensione deve gestire anche questi numerosissimi ricalcoli e quindi, a mio avviso, occorre avere pazienza. Potrebbe essere necessario dover attendere diverso temo prima che le somme spettanti vengano corrisposte. Non guasterebbe se fossero inviati dei solleciti all’INPS per velocizzare la pratica, anche se molto spesso i solleciti non sortiscono alcun effetto, ma almeno far sentire la propria voce è sintomo che non si dimenticano i propri diritti.