Auto ai dipendenti: le spese per il parcheggio sono deducibili?

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23/03/2019

L’Agenzia dell’Entrate chiarisce i casi di deducibilità della spesa di parcheggio delle auto aziendali

Auto ai dipendenti: le spese per il parcheggio sono deducibili?

L’Agenzia dell’Entrate tratta del tema di come vanno trattate fiscalmente i rimborsi spese per il parcheggio per i dipendenti nell’ambito delle trasferte autorizzate, nella consulenza giuridica n. 5.

La spesa per il parcheggio è deducibile?

All’Agenzia è stata posta una domanda al riguardo del caso che l’autovettura sia di proprietà del dipendente o dell’azienda, o che sia in uso promiscuo al dipendente e anche se la certificazione della spesa sia inequivocabilmente riconducibile all’auto e al dipendente stesso.

Possiamo dire che la risposta dell’Agenzia dell’Entrate non è stata del tutto chiarificatrice.  L’Agenzia dichiara che le spese di rimborso per il parcheggio, nel caso di una trasferta, sono sempre assoggettate a tassazione a carico del dipendente. Tranne nel caso in cui si possono farle rientrare nelle altre spese non documentabili, escluse dalla formazione del reddito per un importo limite di 15,49 euro al giorno per le trasferte in Italia o di 25,82 euro per le trasferte all’estero.

L’Agenzia ha definito le spese di parcheggio in modo diverso da quelle di viaggio, trasporto, vitto e alloggio, le quali soni escluse dalla tassazione perché sostenute in occasione di una trasferta.

Questa definizione potrebbe essere solo valida nell’ambito del regime dell’indennità chilometrica, quando l’autovettura appartiene al dipendente e il rimborso viene corrisposto sulla base di un’indennità forfetaria omnicomprensiva.

Ma è sempre possibile l’assoggettamento a tassazione, per le altre spese anche quando la macchina appartiene all’azienda?

Anche in questo caso, a nostro avviso, l’Agenzia delle Entrate da una spiegazione un po’ illogica. Essa dichiara che un dipendente di un’azienda, che si trova in trasferta in una qualunque città, consegua un reddito imponibile pagando il parcheggio per l’auto aziendale in un qualsiasi parcheggio pubblico o anche sulle strisce blu.


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L’Agenzia sarà raggiunto a queste conclusione, forse perché non ha considerato alcuni presupposti molto importanti:

  • Che le spese di parcheggio di un’auto aziendale venga attratto dal principio di omnicomprensività del reddito di lavoro dipendente;
  • Che il rimborso venga accordato in relazione a una trasferta;
  • Che tale spesa non rientri tra le categorie escluse dall’omnicomprensività quali viaggio, vitto e alloggio.

Ciascuno dei tre presupposti è opinabile.

Qualsiasi spesa sostenuta forma reddito

Da ciò sembra che qualsiasi spesa effettuata da un dipendente nell’esercizio delle sue mansioni formi reddito, anche se tali spese che vengono sostenute sono di pertinenza dell’azienda. Parrebbe, qui, che tutto ciò che passa dalle mani del dipendente sia per lui reddito, dimenticando che talune spese sono di pertinenza dell’azienda.

Anche la circolare 37/1997 ha collocato le spese di custodia dell’automezzo aziendale tra quelle di impiego, non rilevanti per il dipendente assegnatario.

L’assegnazione di un’auto in uso promiscuo al dipendente copre le diverse esigenze dell’azienda. espletate tramite il dipendente, quindi anche in territorio comunale, senza che la necessità di applicare il regime della trasferta.