Bail in: cos’è il salvataggio delle banche in crisi e perchè se ne parla?

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03/03/2019

Bail in, cos’è il salvataggio delle banche è perchè in Italia, nel 2016 è stata una procedura affrettata.

Bail in: cos’è il salvataggio delle banche in crisi e perchè se ne parla?

Si torna a parlare di Bail In dopo che il Ministro Tria ha affermato che la Germania avrebbe ricattato l’Italia se non avesse accettato il Bail-In, perché si sarebbe diffusa la notizia che l’Italia aveva il sistema bancario prossimo al fallimento.  Il ministro Tria, poi, ha chiarito che aveva voluto fare riferimento a una situazione oggettiva in cui un rifiuto isolato dell’Italia, di applicare la legislazione europea sul Bail-In, avrebbe potuto essere facilmente interpretato come un segnale della esistenza di seri rischi nel sistema bancario italiano. 
Insomma, Tria ha ritrattato.

Ma cos’è il Bail In? Cerchiamo di chiarire ai nostri lettori in cosa consiste e perchè viene applicato.

Bail in, cos’è?

Dall’inglese la traduzione di Bail In è salvatggio interno e si tratta di un modo di risolvere una crisi bancaria grazie al coinvolgimento dei suoi investitori (obbligazionisti, azionisti, correntisti).

In Italia si applica il Bail In grazie alla direttiva 2014/59/UE in vigore dal 1 gennaio 2016 che porta ad una nuova gestione del Bail in base alla quale nessun azionista o creditore debba sopportare perdite superiori a quelle che avrebbe in caso di liquidazione coatta amministrativa.

Ovviamente, il prelievo forzoso non andrà a toccare depositi nè patrimoni dei clienti fino a 100mila euro. Lo Stato interverrà solo come estrema ratio e solo nel caso in cui venga messo in pericolo il pubblico interesse, ma mai più con finanziamenti a fondo perduto.


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Bail In: procedura affrettata

Oggi da Bankitalia arriva una nuova bordata contro la normativa introdotta nel 2016 definita come affrettata e oggi inapplicabile poichè “rischia di minare la fiducia nelle banche e generare instabilità”.

Carmelo Barbagallo Capo della vigilanza di Via Nazionale , afferma che il Bail in è stato affrettato perchè «ha preceduto di molto un suo essenziale presupposto di funzionamento» ossia il cuscinetto Mrel, le passività bancarie pronte ad essere ridotte o convertite in nuovo capitale e destinate a investitori istituzionali senza colpire i depositanti. «In assenza di questa condizione – aggiunge Barbagallo – il bail-in è pressoché inapplicabile e rischia di minare la fiducia nelle banche e generare instabilità. Questa situazione di difficoltà applicativa è destinata a durare nel tempo, posto che il termine per la piena entrata a regime del Mrel – aggiunge l’alto dirigente della Banca centrale – è stato fissato al 2024»