Banca popolare di Bari: azioni sempre più basse, scese sotto i 3 euro

La situazione della Banca Popolare di Bari allarma sempre di più gli azionisti e le azioni scendono sotto i 3 euro.

I clienti della Banca Popolare di Bari sono in allarme. L’allarme, ad essere sinceri, ormai circola tra gli azionisti da diversi mesi ma ora che il minimo di acquisto dell’azione è sceso a 2,38 euro il campanello di allarme si trasforma in terrore.

La Banca Popolare di Bari, che nel 2014 ha acquisito quello che rimaneva delle banche abruzzesi liquidate, Tercas e Caripe, vede, quindi, le sue azioni scendere sotto la soglia di 5 euro, il valore nominale indicato nell’ultimo bilancio dalla banca stessa.

Sui social le notizie non ufficiali ormai si diffondono creando un clima di incertezza tra gli azionisti che non riesco a trovare fonti attendibili che diano le notizie approfondite come si deve. Le grandi testate non ne parlano e molti sospettano che ignorino la notizia proprio per evitare di scoperchiare vasi di Pandora difficilmente richiudibili.

L’acquisto delle banche abruzzesi da parte della Popolare di Bari doveva essere un modo per rilanciare e salvare ma fino ad ora il rilancio non c’è stato.

Alcuni azionisti preoccupati per la possibile entrata di un nuovo azionista che potrebbe azzerrare i fondi, altri pensano che “Se non viene lanciato l’aumento di capitale la Banca fallisce, poi se non viene approvata l’ordine del giorno di cambio in spa a dicembre la Banca non può esercitare più l’attività e quindi fallisce. Se approviamo la spa la Banca si apre a nuovi capitali ma noi rischiamo di essere comunque buttati fuori anche se la Banca si salvasse (vedi banche venete)”

Banca popolare di Bari: situazione

L’istituto nel frattempo ha comunicato la situazione patrimoniale e finanziaria al 30 giugno 2018: il risultato del semestre evidenzia una perdita di 100,9 milioni di euro (115,6 milioni considerando l’effetto delle imposte) a causa della decisione del Cda di azzerare gli avviamenti in capo alla Banca Popolare di Bari pari a oltre 75 milioni.

La perdita, però, va vista anche al netto delle rettifiche sui crediti che si attestano a quasi 65 milioni di euro; la rettifica significa che ci sono crediti che sono stati passati a crediti di dubbia recuperabilità.

Redazione NotizieOra

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