Banca popolare di Bari: l’aiuto del governo e il sangue freddo dei clienti

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16/12/2019

Commissariata dallo scorso venerdì la Banca Popolare di Bari: i clienti stupiscono per il loro sangue freddo.

Banca popolare di Bari: l’aiuto del governo e il sangue freddo dei clienti

Con un provvedimento recentissimo il governo finanzia 900 milioni alla Banca Popolare di Bari per evitarne il tracollo. Anche se l’aiuto per la messa in sicurezza è notizia dell’ultimo momento a Bari sembrano tutti piuttosto tranquilli e più che correre a prelevare i propri risparmi dagli sportelli i clienti sembrano dare prova di grande maturità prendendo coscienza degli errori commessi da banchieri ma soprattutto del rapporto di questi ultimi con la politica. Ma si è presa coscienza anche degli errori del singolo risparmiatore.

Banca Popolare di Bari: la presa di coscienza

Un risparmiatore di 54 anni che ha visto andare in fumo un investimento di 50 mila euro in azioni filosoficamente commenta che non si sente solo truffato ma che l’errore è stato anche suo di fidarsi di quello che gli veniva proposto.

Un altro risparmiatore, di 71 anni, che ha perso circa 15 mila euro in azioni della banca pur concordando di essere stato oggetto di sollecitazioni per l’investimento, prende atto della scorrettezza dei banchieri ma si assume anche la propria responsabilità per essersi lasciato convincere anche per il rapporto “D’affetto” che ha con la banca.

A differenza delle altre banche in crisi, quello che colpisce della Popolare di Bari, quindi, sono proprio i clienti che con il loro sangue freddo hanno evitato le corse agli sportelli, le urla e la caccia al capro espiatorio.


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La Banca dallo scorso venerdì è stata commissariata. Questo potrebbe avere delle ricadute sull’economia del Paese, trattandosi della più grande banca del meridione, ma anche su quella del risparmio locale in quanto i risparmiatori potrebbero perdere fiducia nelle banche del territorio.

Quello che molti stanno facendo notare in questo momento è che la Banca Popolare di Bari era praticamente già fallita dallo scorso febbraio.

L’ADUC in un comunicato stampa scrive: “Ma cosa faceva la Banca d’Italia nel frattempo?
Perché, ancora una volta, si è permesso che tutto questo accadesse?
Quante altre banche dovranno saltare prima che ci si renda conto che la banca non è un’impresa come tutte le altre e non può essere lasciata al così detto “libero mercato”, il ché significa che quando c’è da fare i profitti li fanno i privati e quando c’è da ripianare le perdite ci pensa il pubblico.
Il sistema bancario va ripensato da capo a fondo così come il ruolo della moneta.”