Banche e conto corrente: finanziamenti difficili e garanzie assurde, il potere economico svenduto

Sempre più difficile il rapporto tra banche e cliente, mille garanzie per accedere ai finanziamenti e il più delle volte sono negati, cosa sta succedendo? Il cliente prima era il cliente, era una cosa sacra…

Banche e conto corrente: finanziamenti difficili e garanzie assurde, il potere economico svenduto

È sempre più difficile accedere ai finanziamenti attraverso le banche. Ho seguilo direttamente una vicenda frutto di una cattiva gestione e burocrazia delle banche. Un mio assistito si è trovato in difficoltà, ha chiesto un prestito in banca a nome dell’azienda (un’azienda solida e attiva da circa 30 anni),  gli è stato negato per la sua età. Il mio assistito ha 75 anni e ancora lavora a pieno ritmo. Ci siamo rivolti a un’altra banca che gli concede il prestito da assolvere in 12 mesi con addebito della rata mensile, ma solo di 20.000 euro addebitando 1.700/1.800 (circa) al mese. Praticamente niente. 

Questa storia è comune a tante, sempre più difficile il rapporto con le banche e finanziamenti rilasciati a fronte di una documentazione assurda con tantissime garanzie personali di gran lunga superiore al valore richiesto. Il mio assistito ha avuto la risposta che il suo finanziamento è stato accettato alle condizioni sopra descritte solo dopo 6 lunghissimi mesi. 

Analoga a questa situazione un nostro lettore ci racconta la sua esperienza come professionista e cliente. Una lettera che evidenzia le difficoltà dei rapporti delle banche verso la clientela.   

Banche e rapporto verso la clientela: quello che sta accadendo in Europa

Come le avevo promesso le invio questa lettera, che continua sulla falsa riga della mia prima lettera a lei spedita riguardante la questione istituti bancari e il rapporto verso clientela tramite le nuove direttive della C.Eu.


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Non è difficile collegare le direttive della Commissione con quello che sta accadendo in Europa, come ha potuto verificare lei stessa e con la mia lettera che lei ha pubblicato . Oramai siamo difronte ad un sistema che non conosce più la sua primaria funzione di istituto creditizio e di deposito.

Ricordo che quando iniziai a lavorare, nella mia prima banca, dove avevo aperto il conto corrente per fare arrivare lo stipendio, il cliente era il cliente, una cosa sacra. Non è vero come si insanisce ora, le banche erano poco attente a concedere i finanziamenti alle ditte, o crediti verso persone fisiche, avevano portato allo sfruttamento dell’allora sistema a scapito di quello odierno. Infatti, i cittadini e le ditte a cui venivano erogati i prestiti hanno sempre ripagato il loro debiti. Solo il banco A…, era fallito allora. Ma per motivi clientelari. Le banche di cui mi riferisco erano tutte legate prevalentemente sul proprio territorio e lo stesso era ricco e attivo.

Con il passare del tempo e con l’entrata dell’Italia nella CEE, e con i cosiddetti matrimoni tra banche, hanno impoverito il territorio a scapito di una finanza globale, e questo lo ha ben visto anche lei. Hanno anche venduto la cosiddetta “galassia SIRI” a favore della finanza globale. Famosa è la presenza sul “Britannica”,  di Mario Draghi che assieme a Prodi e De benedetti, hanno svenduto tutta la nostra economia e sovranità. E si continua a svendere ancora le ultime parti di sovranità, proprio attraverso il sistema bancario.

La premessa è per arrivare al dunque. Riguardano alcuni casi, che mi sono accaduti, sia a livello personale che lavorativo, verso tre dei mie clienti. Ma è una cosa che oramai è europea.

Come prima, le racconto quello che personalmente mi è successo.


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Prestito in banca: mille difficoltà alla fine ho preferito trovare accordo col fornitore

Un paio di anni fa ho chiesto un prestito, proprio minimo per fare dei lavori di ristrutturazione di casa mia. Avevo pagato di tasca mia grossa somma per ristrutturare una casetta, dopo averla pagata ancora di tasca mia tre anni prima, dopo di ché chiesi un finanziamento di 20.000 €.

Per fare altri lavori. Però per la banca, essendo il prestito con gli standard che abbiamo piuttosto elevato per cui mi chiesero di depositare una cifra che era almeno la metà per garanzia.  Per cui ho chiesto il valore minimo di prestito. Il minimo è attualmente di 15.000 €.

Ma ci voleva una assicurazione sulla vita. Ma il suo valore era di 2.500 €. Ma siamo diventati matti? Alla fine, concordai con la ditta di pagarla ad avanzamenti. La risolsi in c.a 1 anno. 

Prestito negato per mancanza di garanzia (due professionisti con un’esperienza decennale)

Secondo caso. Una impresa di costruzioni, mio cliente, i cui proprietari sono italiani, ha chiesto un prestito di 50.000 €, per finanziare i primi lavori in Croazia. essendo una ditta di nuova costituzione, che non ha un qualche immobile o un bilancio adeguato può ricevere solo un prestito di 25.000  €. Effettivamente la ditta era nuova, ma i soci fondatori, due liberi professionisti e una ditta di costruzione, di esperienza decennale l’aveva. Ma questo alla banca non basta. 

Finanziamento per ristrutturare un’azienda: negato

Terzo caso. Una ditta locale, sempre mio cliente, ha chiesto un prestito di c.a 66.000 € circa (in valuta locale), dopo aver comprato una ditta per ristrutturarla. La banca non gli ha concesso il prestito, in quanto la proprietà che gli ha venduto la società avendone un’altra in fase di fallimento, non poteva dare le garanzie alla ditta appena acquistata dal mio cliente. Assurdità!

banche, niente prestito: unica soluzione l’autofinanziamento

Quarto caso. Miei clienti visto l’aumento del proprio lavoro verso la Germania, decisero di aprire una ditta in questo paese per migliorare la sua posizione nel mercato interno. Per prima cosa, dovettero aspettare tre mesi per avere l’Ok della banca per avere il conto aperto, e questo ci rimanda alla mia prima lettera. Mentre avere un finanziamento, dovettero autofinanziarsi.

La prima lettera: Conto corrente: la banca può autorizzare la chiusura all’improvviso, il caso reale

Dove ci vuole portare l’Europa?

Morale della favola. Di questo passo l’Europa non riesce a migliorare la sua economia, con conseguenze da prima della Seconda guerra mondiale, che portò alla nascita di estremismi come il nazzi-fascismo e il comunismo. Sinceramente non capisco dove ci vuole portare questa Europa. E non capisco come mai di queste cose la gente non ne parla. Siamo diventanti degli struzzi, o?

Allora la domanda è: come mai ci servo i migranti, quando mio fratello sta cercando lavoro da anni, passando da corso a corso, per mantenersi aggiornato, ma senza una via di speranza. Eppure, ci vengono a dire che ci serve manodopera? Mi fratello era capo magazziniere di una ditta che non poteva accettare altre commesse prima dei 3 anni. Il prodotto era un tipo di alluminio speciale per le case farmaceutiche. L’azienda fu acquistata e fatta fallire volutamente per poi vendere tutti i macchinari. Questa è al “sinistra” italiana, questa è la politica italiana. Distruggere e godere.

Distinti saluti,

E. F.