Banche: rimborsi ai risparmiatori truffati, i soldi saranno restituiti?

L’incontro per stabilire i rimborsi ai truffati della Banca popolare di Vincenza non è andato a buon fine. Si aspettano nuove proposte

Banche. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il Ministro dell’Economia Tria hanno incontrato, lo scorso 8 aprile, le due associazioni di risparmiatori per discutere sui rimborsi ai “truffati” della Banca popolare di Vincenza.

L’incontro non si è concluso nei migliori dei modi, infatti le due associazioni si sono rifiutate di aderire all’accordo proposta dal Presidente Conte e il Ministro Tria. Durante la riunione si sono verificati anche momenti di nervosismo tra il presidente del consiglio e uno dei leader della proposta dei truffati, Luigi Ugone dell’associazione “Noi che credevamo nella Bpvi”.

Banche e rimborsi ai risparmiatori: momenti di dissenso

Il momento concitato ha raggiunto l’apice, quando Ugone con l’avvocato Andrea Arman, quest’ultimo è il rappresentante del coordinamento Don Torta (Veneto Banca), hanno manifestato la loro contrarietà ad accettare la proposta. Conte, con il suo solito garbo, ma visivamente spazientito, ha detto che finché non ci sarà un accordo un’anime, si è aperti a valutare altre proposte, anche perché il Governo sta facendo il possibile e quindi tutti devono essere soddisfatti. Inoltre il Presidente del Consiglio ha ribadito che la questione sarà anche affrontata nel Consiglio dei Ministri domani 16 aprile, nel pomeriggio.

Comprendere la proposta

Luigi Ugone ha affermato che darà il proprio consenso solo dopo la lettura e la comprensione della norma proposta. Cercando in questo modo di non lasciare indietro nessuno. Anche perché si ritiene che i numeri del Mef non sono del tutto chiari. Ma nel contempo restano sempre aperti al dialogo e al confronto. Il punto che in realtà ha lasciato un po’ perplesse tutte le associazioni coinvolte nella discussione è quello delle percentuali di rimborso dei truffati. Quest’ultimi potranno essere risarciti nella misura del 30% per le quote azionarie e per il 95% per quelle obbligazionari. Potranno ottenere i rimborsi, però, solo coloro che hanno due caratteristiche: un reddito imponibile di 35mila euro e chi è in possesso di valori mobiliari che non superiori i 100mila euro.

La percentuale dei truffati da rimborsare

Coloro che hanno questi requisiti, l’esecutivo li ha individuati in una quota del 90% sul totale degli aventi diritto. Questa percentuale è apparsa decisamente troppo elevata per molti. Non è molto chiaro come si è arrivati a questa percentuale così alta. Per chiarire questa perplessità interviene l’avvocato Rodolfo Bettiol, che sin dall’inizio segue le varie associazioni di risparmiatori e consumatori. L’avvocato ha spiegato che dal numero originario dei soci della Vicenza e di Veneto Banca (207 mila azionisti) è stato sottratto il numero di chi è riuscito a liberarsi dei titoli, e di chi ha accettato le ipotesi transattive successive. In questo modo il numero originario si è molto ridotto tanto da giustificare la stima effettuata.

Patrizio Miatello, leader dell’associazione Ezzelino II Onara, è di tutt’altro avviso, è molto favorevole alla proposta del Governo. Infatti ha dichiarato che, da canto suo, il Governo sta percorrendo la giusta strada per andare incontro ai risparmiatori, riuscendo allo stesso tempo a coincidere con le normative europee.

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Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.