Bancomat, no dell’Antitrust alla commissione da 1,5 euro

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06/12/2022

Bancomat, no dell’Antitrust alla commissione da 1,5 euro

Bancomat, arriva lo stop dell’Antitrust in merito al nuovo progetto di remunerazione del circuito Atm. Il progetto è stato considerato contrario all’interesse dei consumatori dall’Autorità Garante della Concorrenza del Mercato, dopo che la stessa istituzione aveva aperto un’indagine. Il disegno d’intervento pensato dal consorzio Bancomat Spa prevedeva correzioni di ampio respiro sul funzionamento del circuito.

Le modifiche rispetto alla situazione attuale sarebbero quindi state importanti, a partire dall’applicazione di una commissione (massima) di 1,50 euro per ogni operazione di prelievo. Ora per il consorzio sarà tutto da rifare, con tempi che si prospettano lunghi. Il progetto di riforma del sistema era infatti stato presentato a ottobre 2020.

Bancomat, proposta di riforma non accettata dall’Antitrust

L’intervento di riforma del settore si è quindi arenato davanti al rifiuto dell’autorità di settore, presieduta da Roberto Rustichelli. L’iter procedurale è stato chiuso lo scorso 30 novembre 2022 e prevede un pronunciamento negativo legato in particolare al nuovo modello di remunerazione dei prelievi di contante. Quest’ultimo configurerebbe un’intesa anti concorrenziale.

Di fatto, si andrebbe a ledere l’articolo 101 (paragrafo 3) del TFUE, il Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Il consorzio Bancomat Spa non è stato in grado di dimostrare che il ripensamento del sistema avrebbe assolto a tutte le condizioni previste dalla norma.


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In particolare, nell’articolo 101 si vietano le pratiche anti commerciali, oppure che restringono la concorrenza in favore dei consumatori. Un punto che risulta imprescindibile per dare il via libera ad un progetto così ampio di riforma. In aggiunta, il ripensamento dei meccanismi di funzionamento del circuito dovrebbe portare anche a migliorare la produzione o distribuzione del servizio. Nonché a promuovere il progresso tecnico ed economico, riconoscendo una parte dei benefici ai consumatori.

Le motivazioni dell’Antitrust sul ripensamento del sistema Bancomat

A conferma di quanto appena esposto è stata diramata una nota da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza, nella quale si spiega che l’intervento “​​configurerebbe una restrizione della concorrenza a danno dei consumatori”. Sempre all’interno della nota si legge che “il nuovo progetto configura una restrizione della concorrenza in quanto stabilisce una serie di regole comuni che determinano effetti di natura anti concorrenziale”.

Questi effetti prenderebbero forma attraverso “l’aumento significativo delle commissioni medie di prelievo in circolarità per gli utenti da parte delle banche aderenti. La creazione di ostacoli per la concorrenza tra banche nell’erogazione dei servizi alla clientela, dal momento che per queste verrà meno la possibilità di influire su una variabile concorrenziale (vale a dire la possibilità di determinare la commissione di prelevamento in circolarità e la possibilità di non farla pagare al cliente)”. Nonché, “l’aumento degli incentivi a colludere per le banche aderenti”.

Il riferimento va alle commissioni che vengono applicate nel momento in cui i clienti degli istituti bancari si recano al Bancomat per prelevare e non riguarda i pagamenti elettronici effettuati presso i commercianti con le carte di debito o di credito.

Bancomat, si dovrà ripartire dal modello attuale

Un’eventuale nuova proposta di riforma dovrà quindi partire dal modello attuale, che prevede il versamento di una commissione interbancaria all’istituto titolare dello sportello ATM dove avviene il prelievo. D’altra parte, la banca può chiedere al proprio cliente una commissione.


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Nel progetto di riforma il modello prevedeva che fosse la banca dove avviene il prelievo a richiedere direttamente una commissione al titolare della carta. In questo modo però, tutti gli utilizzatori avrebbero comunque pagato una commissione fino a 1,5 euro effettuando un prelievo presso un istituto diverso dal proprio.

Il numero di sportelli automatici in Italia è in diminuzione

Gli ultimi rilievi disponibili rendono comunque evidente la diminuzione degli sportelli automatici presenti in Italia. In tal senso, l’autorità per la concorrenza ha verificato la mancanza di una corrispondenza diretta tra la diminuzione del numero degli Atm e l’attuale modello di remunerazione. Pertanto, eventuali inefficienze non sarebbero state corrette con l’introduzione del nuovo modello di gestione del servizio.

In particolare, il calo degli sportelli non sarebbe attribuibile a un solo fattore, ma piuttosto alla forte evoluzione del mercato. Le operazioni di concentrazione bancarie hanno infatti portato a una razionalizzazione delle sedi disponibili e quindi a logiche di ottimizzazione che non dipendono dalla semplice esigenza di garantire il prelievo di contanti ai propri clienti.