Bancomat rubato, i soldi non vengono rimborsati se succede questo…

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07/07/2020

Bancomat rubato e prelievi non autorizzati che svuotano il conto, non sempre la banca rimborsa ci sono circostanze che presentano la colpa grave dell’utilizzatore, ecco quanto e cosa fare.

Bancomat rubato, i soldi non vengono rimborsati se succede questo…

Bancomat rubato non sempre il rimborso è dovuto. Se il tempo è breve tra il furto del bancomat e il prelievo non autorizzato, fa supporre che il codice segreto “PIN” sia stato conservato vicino alla card bancomat e quindi viene meno una disposizione di legge prevista nel contratto: “obbligo di conservazione sicurezza”. 

Bancomat rubato: niente rimborso per chi conserva il pin vicino alla card

A chiarire il furto del bancomat è intervenuto l’Arbitro bancario finanziario di Torino che con il provvedimento del 25 ottobre 2019, ha rigettato il ricorso di un soggetto a cui avevano rubato il bancomat e aveva chiesto alla banca la restituzione delle somme prelevate senza autorizzazione. La banca, aveva negato il rimborso, sostenendo la tesi che l’utilizzatore del bancomat aveva violato una disposizione di legge del contratto e riguardava nello specifico l’obbligo di conservazione del Pin in luogo sicuro. 

La banca era arrivata a questa conclusione in base a tre circostanze. 

La prima, riguardava di aver lasciato il bancomat incustodito durante la sostituzione del pneumatico dell’auto, in quanto non si era preoccupato di chiudere a chiave l’autovettura. 

La seconda: di aver custodito la card insieme alle altre e aver annotato il Pin personale per le operazioni, in stretto contatto con il bancomat.

La terza: non aveva tempestivamente denunciato il furto del bancomat, il primo allert gli era arrivato tramite messaggio alle 18:00. Il soggetto aveva atteso fino alla mattina successiva, alle ore 10,00 per bloccare il bancomat. In questo modo  i ladri avevano potuto compiere più operazioni di prelievo. 

Inoltre, dal provvedimento dell’Abf emerge che la prima operazione di prelievo non autorizzata è stata effettuata in tempi brevissimi dal furto. Da questo si evince che l’utilizzatore del bancomat conservava il codice personale “pin” vicino alla card e quindi ha reso possibile quasi nell’immediato i prelievi non autorizzati. 


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Pin in luogo sicuro

Il fattore temporale degli eventi hanno permesso il rigetto del ricorso. Infatti, secondo il Collegio, la successione temporale degli eventi fa desumere che il pin fosse conservato insieme al bancomat, rendendo agevole i prelievi non autorizzati. Il comportamento dell’utilizzatore evidenzia una violazione grave colposa della conservazione e di sicurezza che gravano sulle sue azioni e quindi, la banca non può ritenersi responsabile e risarcire l’importo sottratto.