Bitcoin: sono davvero uno schema Ponzi per ripulire il denaro sporco?

Molti cominciano a dubitare della legalità dei Bitcoin, una valuta virtuale senza regole che potrebbe coprire molte operazioni sporche.

I Bitcoin, la valuta virtuale creata da Satoshi Nakamoto nel 2009, che all’inizio 2017 hanno fatto segnare il massimo storico sopra quota 11800 dollari, sono nella bufera dopo il moltiplicarsi della voci dei detrattori che mettono in guardia dai rischi che la valuta rappresenta.

Nei giorni scorsi il Tweet del fondatore del fondo Algebris, una società di gestione del risparmio britannica,  Davide Serra “Bitcoin è uno strumento per ripulire il denaro per criminali ed evasori fiscali che è stato trasformato nel più grande schema Ponzi di tutti i tempi con un valore di 160 miliardi di dollari (3 volte Madoff) e io sono stupefatto che non ci sia un solo regolatore che faccia qualcosa. Semplicemente incredibile” è stato particolarmente significativo.

Schema Ponzi: di cosa si tratta?

Uno schema Ponzi è un modello economico di vendita truffaldino piramidale che  promette forti guadagni a patto che chi partecipa recluti nuovi investitori (a loro volta vittime della truffa). E’ ovvio che prima o poi il castello crolla su se stesso.

Bitcoin: chi altro ne dubita?

Non solo Serra. A rilasciare dichiarazioni poco rassicuranti sui Bitcoin è anche l’amministratore delegato di Intesa San Paolo, Carlo Messina in un’intervitsa al Tg5 nella quale ha dichiarato “Non c’è dubbio. Quando una valuta sale da 1.000 a 10.000 dollari nel giro di un anno si tratta di variazioni assolutamente speculative: il grosso problema è che non esiste una regolamentazione; quindi c’è oggettivamente un fattore di rischio che potrebbe anche prestarsi a delle forme di riciclaggio”. Per Messina le autorità internazionali finanziarie devono occuparsi assolutamente di questo, anche perché l’innovazione sarà sempre più un fattore propulsivo del mondo della finanza e deve esserlo, ma la regolamentazione da parte dei supervisori è indispensabile. Oggi c’è un’ossessione quasi maniacale sulle sofferenze in Italia. Credo che sia molto importante estendere la regolamentazione a derivati e a queste forme e di transazione sul mercato”.

Bitcoin senza regole

La cosa che allarma maggiormente è la mancanza di regole dietro ai Bitcoin così come ha precisato  il presidente uscente della Consob Giuseppe Vegas: “Attendiamo una regolamentazione di carattere generale  per non invadere un campo che non è nostro, in quanto se li si considera moneta e non prodotto finanziario, la regolamentazione spetta all’autorità monetaria. Peraltro il fatto che una moneta sia costruita con algoritmi che stringono il cono e quindi schiacciano verso un aumento del prezzo preoccupa tutti perché è un meccanismo che può diventare simile al famoso schema Ponzi o alla catena di Sant’Antonio”.

Patrizia Del Pidio

Sono attualmente direttrice responsabile della testata online Investireoggi.it e collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it.Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.