Bitcoin nella dichiarazione dei redditi 2018: tasse sul 26% delle plusvalenze, ecco come fare.

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15/06/2018

Bitcoin nella dichiarazione dei redditi: quando vanno indicati e come?

Bitcoin nella dichiarazione dei redditi 2018: tasse sul 26% delle plusvalenze, ecco come fare.

Quest’anno in dichiarazione dei redditi andranno pagate anche le tasse sulle plusvalenze derivanti da bitcoin.

Per chi ha tentato la fortuna con le criptovalute, quindi, è arrivato il momento di versare le tasse e sa quest’anno l’Agenzia delle Entrate ha definito il da farsi applicando per le criptovalute lo stesso regime previsto per le valute straniere.

Approvati i modelli dichiarazione 2018Le tasse dovute, quindi, saranno pari al 26% delle plusvalenze.

I quadri cui fare riferimento saranno due: l’RW e l’RT.

Nel quadro RW andrà indicato il valore delle somme in bitcoin possedute al 31 dicembre 2017 mentre nel quadro RT le plusvalenze sulle quali andranno pagate le tasse.

Tasse bitcoin solo su modello Redditi

Per chi fa la sua dichiarazione dei redditi con il modello 730 è necessario riversare le informazioni su un modello Redditi integrando il quadro RW con le somme di bitcoin possedute.

L’importo posseduto alla fine del 2017 va indicato segnando il codice 14, che indica “altre attività estere di natura finanziaria” nella colonna 3.

Quando vanno dichiarati i bitcoin?

A rigore i bitcoin andrebbero dichiarati solo se il controvalore supera i 15mila euro poichè la soglia prevista per le valute estere è questa, ma l’Agenzia delle Entrate a tal proprosito non si è espressa e nel dubbio è meglio segnalare qualsiasi cifra.


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Ma attenzione, l’obbligo della dichiarazione scatta solo se i bitcoin sono tenuti su una piattaforma online all’estero. Se la piattaforma è in Italia non vanno indicati.