Bolletta acqua: come riavere i soldi indietro quando l’impianto idrico è fuori uso

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17/02/2020

Il contribuente può riavere i soldi indietro della bolletta dell’acqua, quando il depuratore è fuori uso. In sostanza il servizio è sospeso, quindi la bolletta non è dovuta. La sentenza della Cassazione.

Bolletta acqua: come riavere i soldi indietro quando l’impianto idrico è fuori uso

Il contribuente può richiedere il rimborso della bolletta dell’acqua versata quando l’impianto idrico è fuori uso. I cittadini possono esercitare il diritto alla richiesta di restituzione delle somme versate in conto idrico, quando l’impianto di depurazione non è attivo.  La Cassazione attraverso l’introduzione dell’applicazione dell’art. 1, comma 345, della L. 23 dicembre 2005, n. 266, con il quale ha emesso una sentenza di condanna a danno della Regione Campania, chiamata in causa, come detentrice dell’impianto idrico, per conto della società di gestione dell’acquedotto.

Bolletta acqua: rimborso per malfunzionamento del depuratore

Nel caso specifico, l’utente aveva già proposto ricorso per il malfunzionamento dell’impianto di depurazione, chiedendo il rimborso della bolletta dell’acqua già versata, per una prestazione inesistente. La Corte Costituzionale ha meglio specificato il principio nella sentenza emessa il 10 settembre 2013, in cui viene chiarito che non va pagata una bolletta per un servizio di depurazione fittizio. Sulla base di tale principio all’utente spetta il rimborso della somma versata relativa alla bolletta idrica.

A dare ragione all’utente è stato il giudice di pace prima, in seguito anche il Tribunale. Poi, si è agganciata la sentenza della Cassazione che ha riconfermato il diritto del cittadino stabilendo l’imputabilità della circostanza alla fonte, ossia alla Regione, in concomitanza alla società distributrice del servizio conferito dal Comune.


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Bolletta acqua: chi paga il rimborso all’utente?

Dal canto suo la Regione, presentava una persuasiva contrapposizione al rimborso così come deciso nelle sentenze, adducendo che l’importo della bolletta era stato riscosso dalla società di gestione del servizio idrico. Scaricando, quindi il fardello della responsabilità all’azione di gestione dell’impianto.

Nello stesso tempo, la società di gestione replicava che l’entrata era avvenuta per conto della Regione, ed essendo l’unica detentrice dell’intero impianto, solo a lei spettava l’obbligo di rispondere del deterioramento del medesimo.

Nel merito della questione la Cassazione è intervenuta dando pienamente torto alla Regione, in quanto responsabile dell’intero impianto idrico. Nello stesso tempo, l’azione dell’utente che ha chiamato in causa sia la società distributrice che la Regione, ha avvalorato la tesi del diritto alla restituzione delle somme versate in bolletta dell’acqua per servizi assenti. In sintesi, per l’impianto obsoleto e malfunzionante l’utente ha diritto alla restituzione della somma corrispondente alla bolletta idrica già versata.