Bollette idriche: tempi di prescrizione ridotti a 2 anni, ecco le novità

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14/09/2019

Bollette idriche del 1° gennaio 2020 verranno prescritte entro 2 anni, nel caso in cui il fornitore non invia alcuna richiesta di pagamento. Ecco le novità

Bollette idriche: tempi di prescrizione ridotti a 2 anni, ecco le novità

Come per le bollette della luce e gas, anche per le bollette dell’acqua dal 1° gennaio 2020 si applicherà il termine di prescrizione de due anni per riguarda il diritto al corrispettivo. Questo è l’ultimo grado del processo che è stato innescato per la revisione dei termini di prescrizione delle bollette che ha già riguardato anche il settore elettrico e quello del gas.

Bollette acqua, luce e gas: la prescrizione biennale

La prescrizione fin ora in vigore per le bollette acqua, gas e luce era quinquennale, in base all’art. 2948 c.c., comma 1, n. 4. Tale norma afferma entro cinque anni si prescrivono gli interessi e, tutto ciò che si deve pagare entro un anno o in tempi brevi.

La norma è stata modificata con la Legge di Bilancio 2018 (L.n. 205/2017) precisando che “nei contratti di fornitura di energia elettrica e gas, il diritto al corrispettivo si prescrive in due anni” e successivamente si è chiarito che ciò vale anche per le fatture della fornitura idrica.

L’introduzione di tale legge è stata prevista per periodi diversi per le varie tipologie di utenze, e nello specifico saranno applicate alle fatture la cui scadenza sarà successiva a:


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  • 1° marzo 2018 per la fattura della luce;
  • 1° gennaio 2019 per la fattura del gas;
  • 1° gennaio 2020 per la fattura idrica.

La prescrizione biennale è valida non solo per le famiglie o per privati ma anche per microimprese, società e professionisti. Per le altre utenze, che non sono previste nella manovra, la prescrizione resta quinquennale, come ad esempio per la bolletta del telefono, abbonamento alla rete internet, servizi pay-tv o altri servizi streaming e online.

Bollette acqua, luce e gas: riduzione prescrizione ecco gli effetti

Le conseguenze della riduzione della prescrizione a due anni sono molto importanti. In primo luogo il fornitore dovrà inviare le fatture dei consumi effettuati massimo entro i due anni precedenti. In caso contrario il cliente potrà negare il pagamento in quanto il debito va prescritto. Inoltre, il fornitore non ha più la facoltà di richiedere il conguaglio per periodi superiori a due anni.

In una delibera riguardante le bollette dell’energia elettrica, la nuova Autorità garante (Arera – Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) ha chiarito che, nel caso di ritardo del venditore di inviare le fatture di conguaglio, pur avendo a disposizione i dati di misura di rettifica, per consumi riguardanti periodi maggiori di due anni, il cliente è legittimato a sospendere il pagamento, prima bisogna inviare reclamo al venditore.

Quindi, per tutte le fatture di acqua, luce e gas, con scadenza successiva ai termini summenzionati, nei casi di rilevanti ritardi nella fatturazione da parte dei venditori o nella fatturazione di conguagli per la mancata disponibilità di dati effettivi per un periodo particolarmente rilevante, il cliente potrà contrapporre la prescrizione dei 2 anni e pagare soltanto gli ultimi 24 mesi fatturati.


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Mettiamo in chiaro che la prescrizione viene interrotta, e inizia a decorrere daccapo, nel caso in cui siano inviati una serie di atti prima della scadenza del termine, cioè nei due anni, come ad esempio un sollecito di pagamento per via raccomandata a/r o via Posta Elettronica Certificata (PEC). bisogna far riferimento alla data di consegna della lettera e non quella di spedizione.

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Bollette acqua: arretrati da gennaio 2020

Con l’attuazione della legge di bilancio 2018, le bollette dell’acqua a partire del 1° gennaio 2020, nei casi di ritardi nella fatturazione da parte del venditore o del distributore, il cliente potrà eccepire la prescrizione e pagare solo gli importi fatturati relativi ai consumi più recenti di 2 anni.

Mentre, per le bollette precedenti a tale data continuerà a valere la prescrizione quinquennale. Quindi prima di buttare le vecchie fatture pagate senza il rischio di richieste di conguagli da parte del fornitore, e bene far due conti. Dal 2020 si possono cestinare le fatture con data anteriore al 2015. In quanto per queste è ancora prevista la prescrizione quinquennale. Mentre per quelle emesse a partire dal 2020 si possono già cestinare dal 2022, in base alla mensilità di riferimento, già a partire da gennaio 2022. Ciò vale anche per i conguagli.

comunque per una maggiore sicurezza, nulla vieta di conservare per un periodo più lungo le fatture pagate. Ricordiamo che la prescrizione decorre dal giorno in cui si può far valere il diritto, quindi il giorno successivo alla data di scadenza della bolletta. Il calcolo si effettua seguendo il calendario, quindi i sabati e le domeniche sono inclusi. nel caso in cui il termine finale cada in un giorno successivo, la scadenza si sposta di diritto al giorno seguente non festivo.

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