Bollo auto 2019: arrivano gli aumenti per le auto datate

Bollo auto verso l’aumento per le auto più inquinanti. Ecco le novità

Con l’introduzione dell’ecotassa si avrà anche un aumento del bollo auto sulle auto più datate. Vediamo i particolari e chi dovrà pagare l’aumento. Il governo sta mettendo appunto un nuovo meccanismo volto all’aumento del bollo per le auto che non sono di ultima generazione, quindi inquinano di più.

Bollo auto: la decisione del governo

Un nuovo meccanismo già è stato approvato a Torino, con la firma del Premier Conte e di altri 6 ministri, il protocollo “Aria pulita”, che include proprio questo meccanismo, con il ben volere di Regioni e Province autonome che sono gli effettivi titolari della tassa.

L’aumento del bollo  è previsto per quei veicoli che inquinano di più, quindi quelle che hanno più anni. Invece, non è previsto l’aumento del bollo per quelle che hanno una ridotta emissione di CO2.

Bollo auto: ecco come cambia

Il bollo auto aumenterà in Base al livello di inquinamento dell’auto, verrà istituito un bonus malus, come accade per le assicurazioni. Verrà calcolata, quindi, un’ecotassa da aggiungere all’importo del bollo auto pagato fin oggi e un ecoincentivo da sottrarre per le auto che inquinano meno.

Tutto ciò è la conseguenza che l’Italia non si è adeguata all’emissioni di diossido di azoto impostato dall’Ue. Adesso se ne pagano le conseguenze, con due procedure d’infrazioni. Ora il Governo per correre ai ripari vuole attivare 17 nuove misure, tra agricoltura, mobilità, riscaldamento civile, uscita dal carbone e altre soluzioni trasversali.

Quindi, una di queste azioni e proprio la disincentivazione all’utilizzo dei veicoli ad alte emissioni inquinanti.

il 28 maggio scorso il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, durante la commissione Ambiente alla Camera, aveva accennato all’aumento del bollo per i veicoli vecchi. Infatti, il ministero dell’Economia sta elaborando una proposta legislativa per individuare i criteri del bonus malus nelle tariffe del bollo.

Aumento bollo auto: colpisce i più poveri

L’aumento del bollo potrebbe colpire maggiormente le auto a benzina che producono più emissioni rispetto ai diesel, che d’altronde stanno uscendo dal commercio

Con questo sistema chi andrà a pagare di più sono sicuramente, quelle famiglie più povere che non possono permettersi di acquistare un’auto nuova, invece chi ha più disponibilità potrà acquistare un’auto meno inquinante. Questo è un altro modo per colpire sempre più le classi più deboli della società.

Bollo auto: la proposta UE

Il Parlamento Europeo aveva suggerito per evitare queste disparità, il “pay per use”, cioè far pagare in base all’utilizzo dell’auto, in base ai chilometri percorsi in un anno, ossia sull’utilizzo effettivo del veicolo. Ma anche questa va, poi, a svantaggio di chi utilizza l’auto per lavoro.

Mentre il governo sta pensando ad un aumento del bollo auto in base alla potenza del motore e alla sua classe ambientale. Tale classificazione risale al 2007, quindi bisognerebbe aggiornarla, la tariffa meno penalizzante accomuna le Euro 4 dello scorso decennio alle Euro 6 attuali.

Bollo auto: i passi verso il cambiamento

Nell’attesa di un bollo auto europeo che unifica la tassa per tutti gli Stati europei, il Governo italiano ha firmato il protocollo basato sul bonus/malus e ora bisogna attendere 180 giorni per eventuali modifiche.

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Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.