Bollo auto, attendere la pace fiscale e evitare il contenzioso è possibile?

Bollo auto al ricevimento di un contenzioso, molti contribuenti si chiedono se pagare o attendere la pace fiscale, di cui in queste settimane si parla tanto. Vediamo quali sono i motivi per pagare oppure no

Il bollo auto è una delle tasse per cui molti contribuenti sono alle prese con le contestazioni, molto spesso, per il mancato pagamento e a volte si devono difendere anche dalla radiazione del mezzo per la prolungata morosità.

L’automobilista deve capire se l’addebito di questa tassa è fondata, ma ciò non è facile farlo perché le regole del bollo sono ancora molto vecchie e sono anche differenti da regioni a regioni.

In questo articolo cercheremo di fornire alcune informazioni utili sulla questione.

Bollo auto: quando si riceve la contestazione

Sembra le contestazioni arrivano sempre a fine anno, in modo che vengono anche addebitati interessi e more. Ma ciò non è proprio così, perché le regioni per avviare una procedura di recupero ha un costo e molto spesso le contestazioni non vanno a buon fine. Quindi si cerca di attendere che il contribuente si metta in regola da solo.

Alcune Regioni, prima di avviare la procedura di recupero credito, inviano avvisi bonari in cui ricordano e invitano il contribuente al pagamento del bollo. Quindi gli addebiti vengono spediti quando si avvicina il termine ultimo per far valere i crediti sul bollo auto, cioè entro il 31 dicembre del terzo anno successivo al mancato pagamento del bollo.

Bollo auto: si può attendere la pace fiscale e non pagare la somma richiesta

Conviene pagare il contenzioso ricevuto, in quanto non si è certi che il bollo auto rientri nella così detta «pace fiscale». Ci sono ancora molti punti da chiarire tra la coalizione di maggioranza. L’ultima volta con la cosiddetta rottamazione delle cartelle ci sono state diverse interpretazioni, e solo in alcune regioni si è potuto rottamare le cartelle del bollo auto.

Bollo auto: documentazione da presentare per difendersi dalla contestazione

Per difendersi dalle contestazioni, il contribuente deve presentare una documentazione che può essere diversa a secondo i casi: se il bollo non è dovuto per esempio perché è stato venduto o è stato rubato, o se il bollo invece è dovuto.

Nel caso in cui il bollo non è dovuto, perché non si è più in possesso del veicolo, bisogna presentare una documentazione valida su cui si evince la data da cui non si è più il possessore dell’auto, come ad esempio l’atto di vendita o di rottamazione.

Invece, nel caso in cui il bollo è dovuto, il contribuente deve presentare la ricevuta che attesti il pagamento, questa è molto importante perché oltre ad attestare l’avvenuto pagamento da esso si può anche verificare l’esattezza dell’importo. Se per caso la ricevuta non la si trova, è inutile andare all’ufficio che gestiscono il bollo della propria regione, perché sicuramente se vi è stata inviata una cartella di pagamento ciò vuol dure che il vostro pagamento non è nel loro data base. L’automobilista dovrebbe ricordare la data di pagamento del bollo e si potrà far richiesta, a chi gestisce quel punto o quel canale di esazione, la lista delle transazioni di quel giorno per ritrovare la propria. Bisogna comunque stare molto attenti e conservare le ricevute di pagamento, perché alcuni operatori incassano il denaro ma non lo versano alla Regione.

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Bollo auto: le regole non son uguali in tutte le regioni

Il bollo auto ha diversa regolamentazione, esso cambia da regione a regione. Anche se è un tributo proprio dello Stato, viene gestito e incassato dalle Regioni. La storia del bollo è un miscuglio di norme tra quelle dello Stato e quelle delle Regioni, per questo cambiano tra le regioni.

Ogni Regione, quindi ha una propria regolamentazione del bollo auto, ad esempio ci sono differenze per il pagamento del bollo delle auto storiche e d’epoche, differenti agevolazioni per le auto con alimentazioni a gas o ibride, per le auto destinati ai disabili.

Bollo auto: Come si fa ricorso

Il ricorso va presentato alle Commissioni tributarie. Il cittadino può portare avanti il contenzioso da solo se l’importo di quest’ultimo non supera i 2.582,28 euro al netto delle sanzioni e degli interessi, altrimenti si deve far assistere da un avvocato.

Bisogna far presente, che prima di arrivare al contenzioso, al contribuente verrà inviato, dalla Regione o dal soggetto da essa delegato, prima un avviso bonario in cui lo si invita a pagare il bollo o a mostrare l’avvenuto pagamento.

Bollo auto: evitare errori di pagamento

L’automobilista, per non incorrere in errori di pagamento, è consigliabile farsi assistere, da un operatore specializzato, al pagamento del primo bollo, cioè quando si acquista il veicolo.

L’automobilista che si accorge di aver omesso il pagamento o di aver pagato un importo sbagliato, è bene che si metta in regola entro un anno, in modo che gli viene applicato il ravvedimento operoso, evitando la sanzione al 30%.

Il bollo auto col ravvedimento viene sanzionato in base ai giorni di ritardo pagamento:

  • entro i primi 15 giorni il bollo va aumentato dello 0,1 % per ogni giorno di ritardo fino al massimo del 1,40%;
  • a partire dal 16° giorno al 30° giorno successivi alla scadenza va calcolato l’1,5% in più;
  • dal 31° giorno al 90° giorno l’incremento è dell’1,67%;
  • dal 91° giorno e fino a un anno dalla scadenza, l’aggravio è del 3,75%

Dopo un anno dalla scadenza non si applica più il ravvedimento, e quindi viene calcolata la sanzione completa pari al 30%, più gli interessi calcolati dal giorno successivo alla scadenza, tranne per alcune Regioni per chi si mette in regola da solo senza alcuna contestazione.

Importante segnalare un servizio messo in atto dalla Regione Lombardia, che abbatte la possibilità di incorrere in errori e in ritardi. Infatti la Regione Lombardia offre ai propri residenti la possibilità di pagare il bollo auto con la domiciliazione sul conto corrente, quindi è la stessa regione che calcola il bollo e lo addebita nella data di scadenza. Questo mette al riparo il contribuente da ogni problema. In più chi aderisce a tale servizio gli viene applicato uno sconto del 10% sull’importo da pagare, e questo sicuramente invoglia i contribuenti a usufruire di tale servizio.

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Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.