Bollo auto, due procedure per non pagarlo, ecco come

Bollo auto: Dopo quanti anni si prescrive la cartella per bollo auto e come annullarla?

La tassa automobilistica o bollo auto è una tassa che gli italiani pagano mal volentieri, perché riguarda la proprietà dell’auto e non la sua circolazione. Ma molti italiani dimenticano di pagarla, anche perché la Regione o l’Agenzia dell’entrate non inviano nessun avviso di scadenza o modello di pagamento, quindi la tassa va pagata spontaneamente. Dobbiamo ricordare che il bollo auto ha il termine più breve di prescrizione e di decadenza. Il bollo auto va pagato annualmente da ogni automobilista, in caso di mancato pagamento, l’importo originariamente dovuto è aumentato di interessi e sanzioni e può essere riscosso mediante cartella esattoriale.

In questo articolo diamo delle indicazioni sulle prescrizioni delle cartelle per il bollo auto non pagato e cosa si possa fare per difendersi.

Bollo auto: la scadenza

Facciamo un po’ di chiarezza su cosa è il termine di prescrizione e la scadenza del bollo.

Il bollo auto è una tassa annuale, cioè va pagata annualmente dall’automobilista e regolata entro il mese successivo alla sua scadenza. Ad esempio, per i veicoli la cui scadenza del bollo risulta per dicembre, l’automobilista ha tempo per mettersi in regola fino al 31 gennaio. Nel caso in cui l’ultimo giorno cade di sabato o è festivo, il termine è prorogato al primo giorno del mese successivo.

Il contribuente che non paga il bollo auto entro la scadenza, la Regione o l’Agenzia delle Entrate possono richiedere il pagamento della tassa scaduta e non pagata entro tre anni. Passati tre anni e l’ente competente non ha richiesto il pagamento la tassa automobilistica, quest’ultima va in prescrizione e l’automobilista non è più tenuto a pagare il bollo auto riferito a quel periodo,

Bollo auto: controllare la scadenza

Il contribuente per controllare la scadenza del bollo auto della propria autovettura, ha a disposizioni diversi servizi:

  • Il sito dell’Agenzia dell’Entrate, dove inserendo: la Regione di competenza, la categoria del veicolo, la targa e l’anno della tassa, si viene a conoscenza del giorno della scadenza;
  • I siti delle Regioni predispongono sistemi di ricerca mediante targa del veicolo.
  • Il sito dell’Aci offre il servizio di consultazione delle scadenze e di verifica dei pagamenti effettuati.

Bollo auto: che succede se non si paga

L’automobilista che non paga il bollo auto è soggetto a sanzioni calcolate in base ai giorni di ritardo del pagamento:

  • pagamento entro 14 giorni: sanzione pari allo 0,1% per ogni giorno di ritardo, oltre interessi legali;
  • pagamento dal 15° al 30° giorno: sanzione pari all’1,5% dell’importo originario della tassa automobilistica oltre interessi legali;
  • pagamento dal 31° al 90° giorno: sanzione pari all’1,67% dell’importo originario della tassa automobilistica oltre interessi legali;
  • pagamento dal 91° giorno a 1 anno: sanzione pari al 3,75% dell’importo originario della tassa automobilistica oltre interessi legali;
  • pagamento oltre 1 anno: sanzione pari al 30% della tassa dovuta oltre gli interessi moratori da calcolare per ogni semestre di ritardo.

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Bollo auto: avviso di accertamento

Le Regioni o l’Agenzia dell’Entrate devono richiedere il pagamento del bollo auto con un avviso di accertamento notificato al contribuente termite mezzo a/r o posta elettronica certificata (PEC) entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di scadenza. Un esempio pratico, per l’a tassa automobilistica non pagata nel 2015 il contribuente potrà ricevere l’avviso di accertamento entro il 31 dicembre 2018. Trascorso i tre anni la notifica dell’avviso di accertamento è illegittimo, come anche gli eventuali atti successivi, come ad esempio la cartella esattoriale è illegittima.

Nel caso in cui il contribuente riceve l’avviso di accertamento entro i tre anni successivi all’anno della scadenza, questo interrompe il periodo di prescrizione e ricomincia a decorrere dalla data in cui si riceve l’avviso di accertamento. Cioè, se si riceve un avviso per un bollo non pagato per l’anno 2016 entro 31 dicembre del 2017, i tempi di prescrizione si concluderanno entro il 31 dicembre 2020.

Con l’invio dell’avviso di accertamento le Regioni, le Province autonome di Trento e di Bolzano e l’Agenzia delle Entrate (per Friuli Venezia Giulia e Sardegna possono affidare la riscossione delle imposte all’Agenzia delle Entrate Riscossione. Questo può avvenire solo se hanno prima informato il contribuente dell’esistenza del debito e lo hanno messo in mora con l’accertamento.

 

Bollo auto: prescrizione

La cartella di pagamento che riceverà il contribuente per il bollo auto non pagato sarà comprensiva di interessi, sanzioni e il compenso di riscossione.

Il contribuente ha 60 giorni di tempo dalla data di notifica della cartella per pagare, in caso contrario l’Agenzia dell’Entrate potrà procedere con l’esecuzione forzata oppure con una misura cautelare.

La cartella di pagamento è ritenuta legittima se e solo se è stata preceduta dall’avviso di accertamento e da questa non sono trascorsi più di tre anni. Nel caso in cui sono trascorsi più di tre anni la cartella è illegittima e quindi il credito è già estinto.

Anche dopo la notifica della cartella esattoriale, inizia di nuovo a decorrere il termine di prescrizione di tre anni, in quanto la stessa cartella costituisce un semplice atto amministrativo e non può essere considerato come un atto giudiziale con prescrizione decennale del credito.

La prescrizione dopo il ricevimento di una cartella esattoriale è sempre di tre anni, ciò vuol dire che il contribuente che riceve una cartella esattoriale il 4 ottobre del 2018 vedrà prescritto il suo debito entro il 4 ottobre del 2021. Se invece. L’Agenzia dell’Entrate Riscossione può notificare nuovi atti che interrompono i termini di prescrizione, come l’intimazione di pagamento o il preavvisi di fermo amministrativo, e inizia di nuovo a decorre il termine triennale.

Bollo auto 2018 evasione pagamento prescrizione entro i tre anni

Bollo auto: come annullarla la cartella esattoriale

La cartella che ha ad oggetto un debito prescritto è illegittima e deve essere annullata. Gli strumenti di difesa variano, tuttavia, a seconda che il vizio di prescrizione sia anteriore o successivo alla notifica.

Cartella bollo auto: prescrizione anteriore alla notifica

L’automobilista che riceve una cartella esattoriale illegittima, perché non preceduta da un avviso bonario e quindi si tratta la richiesta di una tassa automobilistica già prescritta. Il contribuente può far annulla tele cartella con due procedure, vediamo quali:

  • Impugnare, entro 60 giorni dalla notificala, la cartella con ricorso dinanzi alla Commissione Tributaria Provinciale competente per territorio. Il ricorso ha, anche, una funzione di reclamo e viene notificato sia all’ente impositore che all’agente della riscossione per chiedere l’annullamento della cartella e lo sgravio del tributo in quanto estinto per prescrizione. L’ente competente, dalla data di ricevimento del ricorso ha tempo 90 giorni per rispondere. In caso di mancata risposta al reclamo o di risposta non soddisfacente, il contribuente può entro i 30 giorni successivi, iscrivere a ruolo la causa in Commissione Tributaria;
  • Presentare istanza di sospensione della riscossione indicando la richiesta con il vizio di prescrizione. L’istanza di sospensione non interrompe i termini di decadenza per il ricorso di 60 giorni. Per questo vista la possibilità di evitare la causa è consigliabile presentare il ricorso.

Cartella bollo auto: prescrizione successiva alla notifica

Invece se si riceve una cartella legittima, ma nei successivi tre anni nessun altro tipo di intimazione al pagamento di tale cartella ma la si riceve in tempi successivi, il contribuente ha come unico strumento di tutela: l’impugnazione dell’eventuale atto successivo notificato dall’Agenzia delle Entrate Riscossione.

Il nostro ordinamento tributario prevede la possibilità di impugnare solo determinati atti con i quali venga intimato il pagamento del tributo. Il contribuente non può contestare direttamente la cartella prescritta successivamente alla notifica. L’unico strumento ammesso è l’impugnazione dell’atto successivo, contestando indirettamente la cartella sulla quale si basa.

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Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.