Bollo auto prescritto o scaduto: vuoi richiedere l’annullamento? Scarica qui il modulo di richiesta

Quando un automobilista riceve una richiesta di pagamento di un bollo auto già prescritto o già versato, può procedere per due strade: far ricorso alla Commissione tributaria o presentare richiesta in autotutela.

Vediamo nello specifico questa due procedure.

Bollo auto 2018: quando scade?

Dobbiamo ricordare che il bollo auto è una tassa annuale e va pagata entro il mese successivo la sua scadenza. Nel caso in cui il bollo auto non venga pagato, esso va in prescrizione entro il terzo anno successivo a quello in cui sarebbe dovuto avvenire il pagamento. Quindi, il versamento del bollo nel 2018, la prescrizione viene a compiersi consecutivamente alla data del 31 dicembre 2021.

Ma, se nel frattempo si è ricevuta una cartella dell’Agenzia di Riscossione riguardante il bollo non pagato, il tempo di prescrizione si interrompe e inizierà a decorrere nuovamente dell’inizio.

Bollo auto 2018: per quanto tempo bisogna conservare le ricevute di pagamento?

L’automobilista può buttare le ricevute di versamento del bollo dopo che sono trascorsi 3 anni, cioè dopo che è avvenuta la prescrizione del debito. In quanto per un eventuale pretesa di pagamento da parte dell’amministrazione può contrastare con la rivalsa del tempo massimo decorso.

Ciò, che però consigliamo è quello di conservare la ricevuta per un tempo più lungo, in modo che risulta sicuramente più semplice dimostrare il pagamento e far annullare la cartella esattoriale ricevuta al riguardo dello stesso bollo, piuttosto che non obiettando la prescrizione.

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Bollo auto 2018: come contestare la richiesta di pagamento?

Per contestare la richiesta di pagamento, l’automobilista può fare ricorso alla Commissione Tributaria entro i termini di impugnazione. Altrimenti può optare per la presentazione della richiesta di esercizio dell’autotutela con la quale il contribuente può chiedere all’amministrazione finanziaria l’annullamento della richiesta di pagamento o lo sgravio della cartella.

Bollo auto 2018: come contestare la richiesta di pagamento

La domanda di autotutela si può presentare nel caso in cui i termini per impugnare l’accertamento emesso dall’Agenzia dell’Entrate siano scaduti. In questo caso è previsto l’obbligo, da parte dell’Agenzia, di annullare il provvedimento.

Dobbiamo, però, far presente che l’annullamento in autotutela di un provvedimento è un’azione che cade nella discrezionalità dell’ufficio competente che, ha anche facoltà di rigettare la richiesta avanzata dal contribuente. A questo punto il contribuente dovrò fare ricorso alla Commissione tributaria, avviando la fase di mediazione.

Clicca qui per scaricare il modello di richiesta di esercizio dell’autotutela.

 

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Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.