Bonus 1000 euro di maggio: quali partite Iva escluse?

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08/07/2020

Confermato dall’INPS che molte partite Iva che hanno aperto l’attività nel corso del 2019 non potranno accedere al bonus 1000 euro di maggio.

Bonus 1000 euro di maggio: quali partite Iva escluse?

Arrivano i chiarimenti dell’INPS per il bonus 1000 euro di maggio per partite Iva iscritte alla Gestione Separata. Si tratta del bonus di maggio introdotto dal Decreto Rilancio che per alcune categorie di aventi diritto spetta in automatico se hanno percepito l’indennità 600 euro del mese di marzo e aprile, mentre per alcune altre è necessario non solo presentare nuova domanda ma anche rispettare determinati paletti restrittivi.

Bonus 1000 euro di maggio

Mentre le indennità di 600 euro di marzo e aprile sono state erogate indistintamente a chi ha perduto reddito a causa del coronavirus sia a chi ha continuato a guadagnare come prima dell’epidemia (non essendo richieste autocertificazioni in cui sottoscrivere il calo del fatturato per professionisti e partite IVA), per il bonus di maggio, il cui importo è stato aumentato a 1000 euro, sono richiesti precisi requisiti per il diritto.

E proprio per i paletti introdotti non tutti i titolari di partita Iva potranno accedervi.  Chi ha avviato la propria attività dopo l’aprile 2019, infatti, non potendo dimostrare il calo del fatturato 2020 per il bimestre di marzo e aprile rispetto allo stesso bimestre dell’anno precedente, è escluso dalla possibilità di richiedere il sussidio.


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Il requisito fondamentale, infatti, richiesto alle partite IVA è proprio quello di dimostrare un calo del fatturato superiore al 33% nel bimestre indicato rispetto allo stesso bimestre dell’anno precedente.

A confermarlo anche l’INPS che recepisce alla lettera quanto contenuto nel Decreto Rilancio e affermando che chi ha aperto la propria attività nel 2019 e non può dimostrare il calo di fatturato rispetto all’anno precedente rimane escluso dal beneficio.

Anche se l’INPS chiarisce che restano esclusi coloro che hanno iniziato l’attività dopo il mese di aprile 2019 per ovvi motivi, è da sottolineare che anche chi ha aperto l’attività ad inizio 2019 potrebbe avere qualche problema ad ottenere il bonus perchè il calcolo da effettuare segue il principio di cassa e non sempre chi emette fattura in un determinato periodo riceve il pagamento nello stesso mese (molte volte i pagamenti delle fatture sono a 90 giorni ed il principio di cassa potrebbe danneggiare, quindi, anche chi ha attività aperte da gennaio a marzo 2019).

Confermato, invece il bonus , per tutte le altre categorie, come cococo che hanno perso il lavoro tra il 23 febbraio ed il 19 maggio 2020, stagionali delle terme e del turismo che lo hanno perso tra il 1 gennaio ed il 17 marzo 2020,  partecipanti a studi associati o società semplici.